E’ intervenuta Giorgia Meloni sul caso del 42enne Fakir Abderrahim, morto durante un intervento della polizia domenica a Bologna. “Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno”, scrive la premier su suoi profili social. “Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine – prosegue la presidente del Consiglio – . Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro”. Per Meloni “Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio”, conclude la capa del governo.
Nordio: “Il modello Ice è diverso, la polizia italiana è molto prudente”
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio parla del caso del 42enne Fakir Abderrahim, morto durante un intervento della polizia domenica a Bologna. “Il video di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro nel corso di un intervento della polizia, mentre grida ‘basta’? “Le immagini violente sono sempre fonte di grande disagio. Bisogna però tener conto delle situazioni anche psicologiche di chi si trova a dover operare in momenti di estrema difficoltà. In ogni caso occorre attendere l’esito dell’autopsia”, ha detto il Guardasigilli, intervistato dal Corriere della Sera. Al parallelismo con il modello americano dell’Ice risponde netto: “No. Quello Usa è molto diverso. Sia nella disciplina della legittima difesa, sia in quello dell’uso delle armi da parte della polizia. Dopo 40 anni di esperienza da pm so che l’uso delle armi delle nostre forze dell’ordine è sempre stato molto prudente”.
Piantedosi: “La polizia non è al di sopra della legge”
“Un ‘modello Ice’ anche per la Polizia italiana? “In Italia nessuno è al di sopra della legge. Nessuno scudo penale, neanche agli appartenenti alle forze di polizia. Che, peraltro, godono di una estesa fiducia in Italia e all’estero. Sostenere il contrario è una becera strumentalizzazione di una tragedia come questa”, ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, intervistato dal Messaggero, in riferimento alla morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro nel corso di un intervento della polizia, durante il quale era stato immobilizzato a terra e ammanettato. “Quella di Bologna è una vicenda dolorosa che impone anzitutto rispetto per la persona deceduta e per i suoi familiari. Proprio per questo ritengo doveroso attendere l’esito degli accertamenti. La magistratura sta lavorando e avrà tutta la collaborazione delle istituzioni. La Questura di Bologna ha già messo a disposizione ogni elemento utile, comprese le immagini delle bodycam, a riprova della piena trasparenza con cui si sta agendo”, ha proseguito il titolare del Viminale.
Scontri al presidio a Bologna, la Questura: “64 agenti feriti”
Tensione a Bologna lunedì sera dopo il corteo per la morte di Abderrahim Fakir lunedì sera . Alcuni antagonisti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine che hanno risposto con il lancio di lacrimogeni e idranti. Un agente ha portato via quello che appare come un palo di un segnale stradale a pochi passi dagli agenti. Si registrano vetrine infrante, transenne divelte e almeno due auto incendiate, con l’intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme. Su una delle vetture vandalizzate è comparsa la scritta “Guardie assassine”, mentre sui muri sono apparse frasi come “Omicidio di Stato 20/7/26”. Durante gli scontri un giovane è stato caricato su una camionetta della polizia, tra le proteste dei presenti. La Questura di Bologna riferisce martedì che sono 64 gli appartenenti alle forze dell’ordine che sono rimasti feriti, con prognosi comprese tra i 3 e i 35 giorni, durante i disordini. Danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato.
Questura, video dei disordini al vaglio: “Identificati alcuni responsabili”
Sono al vaglio degli investigatori i filmati e il materiale fotografico raccolti durante i disordini avvenuti nel centro di Bologna, rende noto la Questura di Bologna, precisando che una parte dei presunti responsabili dei reati commessi è già stata identificata. Secondo la Questura, gli episodi di violenza hanno interessato in particolare piazza Roosevelt, via Rizzoli, via Ugo Bassi, via della Zecca e via Venezian, provocando feriti e ingenti danni materiali.
Coisp: “56 poliziotti feriti nel corteo: è bollettino di guerra”
Sarebbero 56 i poliziotti rimasti feriti negli scontri avvenuti lunedì sera a Bologna durante la manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir,. Il bilancio, secondo quanto riferito da Domenico Pianese, segretario generale del Sindacato di Polizia Coisp, comprenderebbe 15 agenti del Reparto Mobile di Padova, 26 di quello di Firenze e 15 di quello di Bologna, con prognosi fino a 15 giorni.“Il bilancio dei disordini di ieri sera a Bologna è un bollettino di guerra”, sottolinea Pianese che specifica: “sono 56 i poliziotti rimasti feriti perché colpiti da enormi pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dai violenti gruppi di antagonisti e anarchici. Nello specifico contiamo 15 agenti feriti del Reparto Mobile di Padova, 26 da quello di Firenze e 15 da quello di Bologna, con prognosi che arrivano fino a 15 giorni. Questi feriti pesano sulla coscienza di chi ha irresponsabilmente aizzato la piazza offrendo agli estremisti il pretesto per attaccare la Polizia. Perché di fatto si è messa a repentaglio l’incolumità degli agenti solo per fare propaganda. A questi 56 poliziotti, che ieri sera hanno affrontato la guerriglia urbana per tutelare Bologna e i suoi cittadini, deve andare la solidarietà unanime di tutta la politica. Affinché sia chiaro un principio fondamentale: chi indossa una divisa non può essere trattato come un bersaglio”.

(Photo Guido Calamosca/LaPresse)
Il sindacato di polizia Anfp critica Lepore: “Manifestazione scelta politicamente grave”
“Le immagini provenienti da Bologna raccontano una città che, per diverse ore, è stata teatro di una vera e propria guerriglia urbana. Il centro storico è stato attraversato da violenti scontri, con ripetuti lanci di pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti contro le Forze di polizia, barricate improvvisate, incendi, danneggiamenti e continui interventi con idranti e lacrimogeni per ripristinare l’ordine pubblico. La professionalità dei dirigenti e delle donne e degli uomini della Questura ha evitato conseguenze più gravi. Una situazione gravissima che ha messo a rischio l’incolumità degli operatori di polizia, dei cittadini e degli stessi manifestanti, arrecando un danno profondo all’immagine di Bologna”, afferma in una nota Enzo Letizia Segretario dell’Associazione nazionale funzionari di polizia. “La decisione del sindaco di Bologna di convocare e promuovere una manifestazione pubblica mentre la Procura aveva già assunto la direzione delle indagini e richiamato l’esigenza di valutare l’intero contesto dei fatti rappresenta una scelta politicamente grave. Un sindaco non risponde dei comportamenti violenti di singoli manifestanti, ma risponde politicamente delle iniziative istituzionali che decide di promuovere e del messaggio che esse trasmettono alla città”, aggiunge Letizia.
Fsp: “Lepore ha mandato i poliziotti a fare da bersaglio”
“Peggio di quella che è apparsa come una ‘chiamata’ alle armi del sindaco di Bologna c’è stato, ieri, il fatto di dover mandare i poliziotti in piazza a fare da bersaglio ai soliti e ben noti criminali che aspettano l’occasione per fare violenza contro il personale in divisa e devastare tutto. Un’occasione che Lepore gli ha fornito con grande sollecitudine su un piatto d’argento sfruttando, con incredibile irresponsabilità, l’onda emotiva scatenata dall’episodio drammatico della morte di Fakir, su cui ancora si è appena iniziato a fare chiarezza”, dichiara Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato.
Lepore: “A Bologna due piazze, scontri non rappresentano la città”
“Ieri Bologna ha visto due piazze.Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C’erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica”, scrive in un post su Facebook il sindaco di Bologna Matteo Lepore in merito a quanto accaduto alla manifestazione per la morte del 43enne e agli scontri successivi.”
Salvini: “Si alimenta odio verso le divise, la magistratura faccia chiarezza”
“C’è qualcuno che sta alimentando odio e conflitto verso chi indossa una divisa. Mi sembra palese e mi sembra irresponsabile, per altro in un momento delicato anche dal punto di vista internazionale come questo. Invito la politica a dividersi su tanti temi ma a lasciare fuori dalla bagarre politica donne e uomini in divisa”, ha detto il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini a margine della cerimonia per il 161esimo anniversario del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera. Il riferimento è alle proteste di Bologna dopo la morte del 42enne Abderrahim Fakir che dalle prime ricostruzioni video sembra sia stata causata da una manovra di contenimento da parte di alcuni agenti di Polizia. “Lasciamo che la magistratura faccia chiarezza”, aggiunge Salvini, “ma senza invocare le piazze per linciaggi mediatici che possono diventare pericolosissimi”.
Nordio: “Per agenti non esiste scudo penale, al massimo processuale”
“L’espressione scudo penale è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità nei confronti delle forze dell’ordine nel momento in cui dovessero commettere un reato. Questa immunità non esiste, quindi non c’è uno scudo penale, al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale”, ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio a margine della intitolazione di una sala a Nicolò Amato presso la scuola di formazione della Polizia Penitenziaria a Roma. “La riforma è molto semplice: elimina l’automatismo della iscrizione nel registro degli indagati di una persona che può essere anche un medico, oltre a un poliziotto, che agisca in una condizione che si possa qualificare come causa di giustificazione. In questo caso può essere la legittima difesa, può essere l’uso legittimo delle armi, può essere l’adempimento di un dovere, può essere l’esercizio di un diritto. Sono tutte quelle forme che si chiamano nel codice penale cause di giustificazione o esimenti. Quindi, ripeto ancora una volta, lo so che sono prediche inutili, ma la parola scudo penale è assolutamente impropria”.

