Bologna, 42enne muore bloccato a terra dalla polizia. Lega: “No a condanne preventive”. Le opposizioni chiedono chiarezza

Bologna, 42enne muore bloccato a terra dalla polizia. Lega: “No a condanne preventive”. Le opposizioni chiedono chiarezza
Una volante della polizia a Bologna sul luogo della morte di Abderrahim Fakir, ucciso durante un intervento delle forze dell’ordine. (Foto Guido Calamosca/LaPresse)

Il sindaco Lepore ha convocato un presidio alle 19 in piazza Nettuno per chiedere verità e giustizia

Gli ultimi istanti di vita di Abderrahim Fakir sono condensati in un video di cinque minuti girato da una finestra che affaccia sulla strada in cui l’uomo muore sotto il peso di due agenti di polizia che lo circondando, premendogli la faccia a terra. Cinque, lunghi minuti in cui la vittima, un 42enne di origine marocchina, si sente ansimare e gemere, invocare “Aiuto, aiuto” e non ricevere mai risposta. Ammanettato e con le caviglie bloccate, la sua voce si affievolisce fino a non sentirsi più. Solo a questo punto intervengono i soccorritori, che girano invano il corpo dell’uomo, ormai privo di vita.

Quello accaduto ieri pomeriggio a Bologna, nel quartiere Pilastro, è un episodio che ricorda la morte dell’afroamericano George Floyd a Minneaolis e che rinfocola il dibattito sull’impiego della forza da parte di polizia e carabinieri in un clima già arroventato dal caso Roggero e dalla proposta della maggioranza di governo di allargare le maglie della legittima difesa. Abderrahim Fakir è morto durante un intervento della polizia e le circostanze del suo decesso sono ancora in fase di accertamento, così come l’esatta dinamica di quanto accaduto. In una nota, la Questura di Bologna ha spiegato che “Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza” e che i poliziotti “sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto”. Sulle tempistiche dei sanitari del 118, la Questura ha aggiunto che “Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei soccorritori” e che “dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza del 118, il soggetto è deceduto“. Ora saranno le bodycam dei poliziotti ad aiutare il pm di turno e gli inquirenti a chiarire i fatti: i video con la registrazione delle operazioni effettuate dagli agenti “saranno messi immediatamente a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”, ha fatto sapere la Questura.

Lo choc della famiglia e il presidio nel quartiere Pilastro

L’episodio ha scosso profondamente la città di Bologna. Ieri sera, nel quartiere Pilastro, decine di persone si sono radunate per partecipare all’iniziativa ideata anche del Comitato MuBasta, costituito dai residenti dello stesso quartiere in cui Abderrahim Fakir è morto. I manifestanti hanno mostrato striscioni con le scritte “Omicidio di Stato“, “Lo Stato uccide” e “Fakir Abderrahim uno di noi”, accompagnati da cori di “Assassini, assassini” e “Giustizia, giustizia“.

Bologna, 42enne muore bloccato a terra dalla polizia. Lega: “No a condanne preventive”. Le opposizioni chiedono chiarezza
Uno degli striscioni esposti dai manifestanti al presidio che si è tenuto ieri sera nel quartiere Pilastro. (Foto: Guido Calamosca/LaPresse)

Increduli i familiari del 42enne. “Ho visto i fatti, ho il video con i fatti, c’è poco da fare. Se chiede aiuto, vuol dire che sta male, no? Problemi di salute? Anche se ha problemi di salute, ma se lei chiede aiuto, viene aiutata, no? Questo lui ha chiesto e, invece di venire aiutato, è stato ammanettato mani e piedi, con le gambe sopra il collo e gli hanno spruzzato spray al peperoncino in bocca. Credetemi, credetemi, non lo auguro a nessuno. È l’unico fratello che ho, me l’hanno portato via. Purtroppo, non è una morte degna“, ha detto il fratello della vittima, parlando con i giornalisti.

Lepore e De Pascale: “Profondamente colpiti, sia fatta piena luce”

La morte di Abderrahim Fakir e le sue modalità hanno spinto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, a commentare i fatti e a chiedere chiarezza. “Siamo profondamente colpiti da quanto accaduto. Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari della persona deceduta e a tutta la comunità del quartiere Pilastro, che sta vivendo ore di grande dolore e tensione”, si legge in una dichiarazione congiunta. “È fondamentale che venga fatta piena luce sui fatti. Confidiamo nel lavoro delle istituzioni competenti affinché ogni circostanza venga accertata con la massima rapidità, rigore e trasparenza”.

Bologna, 42enne muore bloccato a terra dalla polizia. Lega: “No a condanne preventive”. Le opposizioni chiedono chiarezza
Il presidio al quartiere Pilastro: decine le persone che vi hanno preso parte. (Foto: Guido Calamosca/LaPresse)

In tarda serata, il sindaco Lepore ha poi convocato convocato un presidio per oggi attraverso una seconda nota ufficiale. “Vi invito a ritrovarci in piazza Nettuno alle 19 per stare uniti e ritrovarci, per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, per un momento di raccoglimento e riflessione, per affrontare uniti questa tragedia come Bologna sa fare”.

Le diverse prese di posizione della politica

Lega: “Poliziotti chiamati a fare loro dovere”. Bignami (FdI): “Intervento agenti professionale”

I fatti di Bologna hanno immediatamente innescato reazioni politiche. In una nota, la Lega afferma che “Gli agenti sono intervenuti, su richiesta di cittadini esasperati e alla presenza del personale del 118, facendo il loro dovere. La morte di una persona è sempre un evento tragico, proprio per questo è doveroso accertare con rigore quanto accaduto, anche attraverso le bodycam messe a disposizione dagli agenti, senza condanne pregiudiziali e preventive. Giù le mani dalla Polizia“.

Da Fratelli d’Italia è invece arrivato il commento del capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami. “La morte di una persona è sempre un evento drammatico. Attendiamo l’esito delle doverose verifiche in corso, ma da quanto è dato comprendere l’intervento delle forze dell’ordine, richiesto dai cittadini e a cui dei cittadini hanno contribuito, risulta condotto con professionalità e modalità consone al tipo di esigenza che si era posta“, ha affermato. “La presenza di operatori del 118 durante tutto l’intervento contenitivo rappresenta ulteriore elemento di conferma. Ho telefonato al Questore di Bologna per esprimere per suo tramite la mia vicinanza a tutte le donne e gli uomini della Questura e in particolare ai due poliziotti impegnati nell’intervento, ringraziandoli per l’impegno che quotidianamente dedicano alla tutela della sicurezza dei cittadini”.

Le reazioni delle opposizioni

Le opposizioni lanciano invece l’allarme su quello che ritengono essere stato un uso spropositato della forza da parte della polizia.

“Un altro caso Magherini? Quella che vedete è la morte di Abderrahim Fakir durante un intervento di polizia. È stata disposta l’autopsia. Sto preparando un’interrogazione parlamentare per avere, dal ministero dell’Interno, spiegazioni su quanto accaduto“, ha scritto su Facebook la senatrice di Avs, Ilaria Cucchi.

A lei si è unito il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. “Bisogna chiarire con la massima urgenza quanto avvenuto a Bologna, ma è inquietante che una persona muoia durante le procedure di arresto sotto gli occhi dei sanitari. Abbiamo scarsa fiducia in Piantedosi, che ha una certa ritrosia nel far emergere le responsabilità in questi casi: quando lo abbiamo interrogato sulle morti con il taser la scorsa estate ci ha praticamente detto che va tutto bene, ma i numeri e gli studi scientifici raccontano il contrario”, ha affermato il deputato. “La destra eviti strumentalizzazioni e aspetti la magistratura. La destra ha già fatto i suoi accertamenti e ha già la sentenza: si vuole sostituire ai giudici e condizionare le indagini. Alla faccia della separazione dei poteri”, ha concluso.

Coisp: “No a processi sommari sul web, bodycam diranno la verità”

Tornando agli accertamenti che fin dalle prossime ore verranno condotti per ricostruire dinamiche e responsabilità, non si è fatto attendere l’intervento del sindacato di polizia Coisp. Il segretario generale, Domenico Pianese, ha spiegato che “Di fronte a una vicenda così delicata vanno evitati i processi sommari e la gogna social: bisogna attendere che l’autorità giudiziaria ricostruisca i fatti accaduti a Bologna con rigore scientifico. Da quanto emerge finora, gli agenti sono intervenuti in seguito alle numerose segnalazioni al 112 per una persona in forte stato di agitazione, che avrebbe tenuto comportamenti pericolosi e molesti nei confronti di persone e cose. Contestualmente è stato richiesto anche l’intervento del personale sanitario del 118, giunto sul posto durante le operazioni”. Il segretario ha aggiunto: “La dinamica di quei minuti e i video parziali che circolano in rete mostrano solo la fine dell’intervento, senza dire nulla su cosa sia accaduto prima né sulle ragioni operative che hanno portato gli agenti ad adottare determinate tecniche di contenimento, durante le quali uno dei poliziotti ha riportato lesioni a seguito dell’aggressione dell’uomo. Allo stesso modo attendiamo l’esito degli esami tossicologici: l’accertamento di un eventuale stato di alterazione del soggetto, dovuto a stupefacenti, è un elemento chiave che va valutato senza ipocrisie o conclusioni affrettate. Le bodycam dei poliziotti saranno fondamentali: lì c’è la verità oggettiva e non quella manipolata del web. Siamo certi che la trasparenza delle immagini farà chiarezza sull’intervento dei poliziotti che non possono essere linciati mediaticamente. Chi interviene per bloccare una persona pericolosa opera in condizioni di stress estremo e in pochi secondi, e merita che il proprio operato venga valutato sulla base dei fatti e non dell’emotività del web”, ha concluso Pianese.

Garante diritti persone private libertà: “Far luce su episodio Pilastro”

Sul caso si è espresso anche Antonio Ianniello, Garante per i diritti delle Persone private della Libertà personale del Comune di Bologna. “Nel pomeriggio di ieri si è appresa la tragica notizia relativa al decesso di un uomo – che era in forte stato di agitazione e che si era proceduto a immobilizzare a terra – nell’ambito di un intervento di polizia. Le immagini del video che circola in rete sono di enorme impatto, emergendo le reiterate (e strazianti) richieste di aiuto dell’uomo immobilizzato a terra, non recepite dagli operatori di polizia sopra di lui, né dagli operatori sanitari presenti sulla scena”, si legge in una nota. “Dal video sembra poi di percepire che decorra un apprezzabile lasso temporale prima che gli operatori presenti, compresi i sanitari, si rendano conto che l’uomo ha smesso di respirare. Il contesto assai complesso nel quale si inquadra l’evento tragico attiene all’impiego della forza fisica da parte degli operatori di polizia, comprese le tecniche di contenimento e immobilizzazione, che deve essere orientato da un necessario senso della misura. In questo assai delicato ambito risulta essenziale che gli operatori siano supportati da un corredo professionale adeguato acquisito attraverso una formazione specifica continua, anche che possa fornire una congrua capacità di valutare i limiti del proprio intervento. Si attende con la consueta fiducia istituzionale che vengano accertate le esatte dinamiche di quanto accaduto e si rappresenta il profondo senso di una stretta vicinanza ai familiari della vittima”.

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