Uomo accoltellato a Milano, l’aggressore non risponde al gip

Uomo accoltellato a Milano, l’aggressore non risponde al gip
Lamin Saidilly, arrestato per tentato omicidio aggravato

Le forze dell’ordine indagano sul passato del 22enne. Sala: “Non si vive di sola repressione”

Non ha risposto al gip Lamin Saidilly, il 22enne arrestato sabato per il tentato omicidio aggravato del 55enne colpito senza motivo con 20 coltellate fuori da un bar di via Capecelatro a Milano. Durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto che si è tenuto in carcere a San Vittore davanti al gip Luigi Iannelli il giovane di Conegliano Veneto, indagato dal pm Elio Ramondini con l’ipotesi di tentato omicidio aggravato e assistito dall’avvocata Simona Brambilla, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip, rientrato in Tribunale a Milano pochi minuti fa, potrebbe depositare già in giornata l’ordinanza sulla convalida dell’arresto e la richiesta di custodia cautelare.

Uomo accoltellato a Milano, l’aggressore non risponde al gip
(Photo Massimo Alberico/LaPresse)

Si indaga sul passato del 22enne

Intanto si indaga sul passato di Lamin Saidilly. Un omonimo del 22enne di Conegliano sarebbe stato arrestato e detenuto per un periodo in Inghilterra. Agli investigatori delle volanti della polizia di Stato, coordinati dal pubblico ministero Elio Ramondini, risulta che un 19enne all’epoca dei fatti, con le stesse generalità avrebbe commesso un’aggressione con coltello e successiva rapina a Leeds, nel Regno Unito. Sono stati attivati canali di cooperazione giudiziaria, tramite Interpol e contatti con le autorità consolari, per capire se si tratti della stessa persona che durante l’arresto, 48 ore fa, ha detto “mi sono divertito, appena esco lo rifaccio”, per quanto tempo e per quali reati fosse detenuto.

Dagli accertamenti in corso emerge che Saidilly sarebbe arrivato a Milano 11 giorni prima del folle gesto, il 23 giugno 2026. Avrebbe alloggiato in hotel e alberghi del capoluogo lombardo, pagando regolarmente i conti e senza creare problemi. Nella vita ha lavorato per un’importante azienda alimentare. Occupazione che avrebbe generato tensioni con il padre con cui viveva, assieme ad altre persone in un’abitazione del Trevigiano, che lo avrebbe accusato di non contribuire alle spese di casa nonostante un regolare stipendio e posto di lavoro. Gli inquirenti hanno intenzione di sentire gli ex datori di lavoro del 22enne per sapere se sia dimesso volontariamente o invece sia stato licenziato per motivi disciplinari.

Sicurezza, Sala: “Non si vive di sola repressione”

Intanto sul tema sicurezza è intervenuto il sindaco Beppe Sala. “C’è un disagio straordinario in giro, c’è anche tanta gente fuori di testa che va cercata, che dobbiamo cercare di recuperare, se no è una partita persa”, ha detto il primo cittadino, in risposta a chi gli chiedeva se la città sia pericolosa dopo l’accoltellamento di un uomo fuori da un bar in zona San Siro sabato mattina, a margine della conferenza stampa di presentazione delle iniziative culturali collegate al Gran Premio d’Italia 2026 di Formula 1, al Teatro alla Scala.

“Da uomo di sinistra non ho problemi a dire: leggi severe e servono nuove carceri, facciamole – ha proseguito Sala – Oggi leggo che un provveditore toscano dice che c’è il sovraffollamento e i carcerati possono dormire per terra”. “Se continuiamo a confrontarci sul ‘la colpa è mia o è tua’ non si va da nessuna parte – ha aggiunto il primo cittadino -. Non si vive di sola repressione, ma certamente dobbiamo smetterla, tutti noi politici, di dare la colpa a uno o all’altro. Prima o poi vai tu al potere e puoi essere accusato tu e così non si risolve un tubo”, ha concluso.

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