Sorelle scomparse, il procuratore: "Quando le abbiamo trovate non hanno fatto i salti di gioia"

Il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Sulmona, Luciano D’Angelo, ha spiegato in conferenza stampa come è avvenuto il ritrovamento delle due sorelle scomparse da una casa-famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila. “Quando le abbiamo trovate non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse per un lungo periodo di tempo all’interno della stanza nella quale avevano vissuto negli ultimi giorni”, ha affermato il magistrato facendo un appello ai media affinché ora si “disinteressino” delle due minori.

“Non è un caso frequente che dei bambini vedano i genitori perdere la potestà genitoriale non in conseguenza di abusi ma di una pratica di separazione, questo ci deve far riflettere”, sottolinea D’Angelo. “Porto con me il dolore del colloquio avuto con loro”, ha aggiunto il procuratore capo. Per la scomparsa delle ragazzine, di 12 e 16 anni, tre persone sono state fermate per sequestro di persona: la madre, il compagno della donna e il nonno materno.