Nuovi sviluppi nel caso delle due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da giorni all’Aquila. Gli inquirenti stanno esaminando alcune lettere che le due adolescenti avrebbero scritto nei mesi scorsi, durante la permanenza nella casa-famiglia di Civitella Alfedena che le ospitava da due anni e da cui sono sparite. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le adolescenti sarebbero uscite nella notte tra sabato 6 e domenica 7 giugno, probabilmente tra le 2 e le 6 del mattino.
“È brutto stare qui senza di voi“, “ritorneremo a stare tutti insieme. Scrivo questa lettera in camera, nel silenzio tombale. Ed è molto brutto. Ultimamente sono molto triste e preoccupata. Molti pensieri invadono la mia testa, è come se non ci fosse un domani. Vi voglio un mondo di bene e ve lo vorrò per sempre”, ha scritto a gennaio Alisya, una delle due sorelle. La ragazza studia all’istituto turistico di Castel di Sangro, ha una passione per la danza e la criminologia. La minore delle due, Sarah, frequenta invece la scuola media di Barrea e vuole diventare estetista. Le operazioni di ricerca, anche con droni, si stanno concentrando nelle aree boschive attorno a Civitella Alfedena e lungo il lago di Barrea. Uomini e unità cinofile sono impegnati a tutto campo. Non si trascura alcuna ipotesi, nemmeno quella di un gesto insano. Una trentina oggi i volontari impegnati con i vigili del fuoco nelle ricerche delle adolescenti. Setacciate palmo a palmo tutte le aree del comprensorio, soprattutto quelle frequentate dalle giovani. I carabinieri della compagnia di Castel di Sangro (L’Aquila), su disposizione della Procura della Repubblica di Sulmona (L’Aquila), hanno effettuato poche ore fa un nuovo sopralluogo nella casa-famiglia, e in particolare nelle camere da letto delle ragazze.
“La verità è che un Tribunale minorile ha disposto l’allontanamento delle minori dalla madre due anni fa. Molte relazioni di esperti attestano condotte materne pericolose e inadeguate. C’è anche un tribunale civile che pronuncia la decadenza della potestà genitoriale materna e condanna la madre a risarcire il danno alle figlie e al mio assistito. Non è assolutamente vero che le bambine non volevano vedere il padre”, ha dichiarato Francesco Ricciardi, avvocato che assiste Stefano Di Giacinto, padre delle giovani.
Il padre delle ragazze denuncia i gestori della casa-famiglia
Che si tratti di una fuga o di un rapimento, per Stefano Di Giacinto, padre delle due sorelle scomparse, i gestori della casa-famiglia sono ‘corresponsabili’. Il genitore di Alisya e Sara ha denunciato i gestori della struttura dove le adolescenti erano ospitate da due anni, lamentando una presunta mancanza di controlli. La camera in cui vivevano è stata posta sotto sequestro. Allontanandosi, le due ragazze hanno lasciato i telefoni cellulari.

