Famiglia nel bosco, “incapacità genitoriale” di Nathan e Catherine: le conclusioni della perizia del tribunale

Famiglia nel bosco, “incapacità genitoriale” di Nathan e Catherine: le conclusioni della perizia del tribunale
(Foto Roberto Monaldo / LaPresse) Catherine Birmingham (left), Nathan Trevallion (right)(center) in the press room of the Chamber of deputies during the public meeting on the judicial removal of minors from family units organized by president of the Childhood Commission Maria Vittoria Brambilla, Rome, Wednesday, April 22, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

La consulente: “Servono nuove condizioni per la riunificazione dei genitori con i figli”

Prima il benessere dei minori: per questo, per la riunificazione della cosiddetta ‘famiglia del bosco’ servono nuove condizioni, evidenziate nei bambini carenti a livello di istruzione, salute e socializzazione. A metterlo nero su bianco, dopo oltre 6 di osservazione e di test sui tre minori e sui loro genitori, è la consulente tecnica d’ufficio del tribunale dei minorenni dell’Aquila, in 50 pagine di perizia che completano qualla di 200 pagine già depositata. Una valutazione fondamentale che attesta una ‘immaturità neuropsicologica’ dei bimbi e che evidenzia ‘l’incapacità genitoriale’ di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.

I giudici si pronunceranno tra un mese

I giudici, tra un mese, dovranno pronunciarsi sull’ordinanza con cui lo scorso novembre venne sospesa la responsabilità genitoriale allontanando i tre bambini, due gemelli di 6 e una piccola fi 8 anni, dai genitori. Agli atti vi è anche la controperizia di parte in cui, dall’inizio della vicenda, si contesta il metodo procedurale. Non sussiste nessun pregiudizio verso lo stile di vita dei genitori, piuttosto un’analisi svolta con correttezza sull’eventuale incidenza che il loro stile di vita educativo può aver avuto sulla crescita dei minori, è stato chiarito dalla ctu. A fronte delle carenze genitoriali riscontrate, l’auspicio con cui si conclude la perizia è che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per il rientro a casa, compatibile con il loro benessere.

L’avvocato della coppia Pillon: “Venute meno tutte condizioni per allontanamento”

“La Ctu ha espresso alcune valutazioni che noi non abbiamo condiviso e che contesteremo, abbiamo già contestato in parte con le repliche, però sono piacevolmente sorpreso dalla parola ‘precoce’ che mi trova molto d’accordo. Devo dire che in queste repliche per tre volte la Ctu racconta l’opportunità di questo rientro il prima possibile”, commenta l’avvocato Simone Pillon, legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, a Cinque Minuti in onda questa sera su Rai 1. “La Ctu – ha aggiunto Pillon – individua un percorso che peraltro noi abbiamo già anticipato. I genitori stanno seguendo un percorso di sostegno alla genitorialità, hanno fatto il trasloco nella nuova casa messa a disposizione dal Comune e quindi sono venute a meno tutte le condizioni che avevano portato all’allontanamento”.

Pillon: “Fin dall’inizio andavano privilegiate altre vie”

“Credo che in questa vicenda sia mancato un bilanciamento tra la fatica e la sofferenza dei bambini nell’essere allontanati dalla casa rispetto alle criticità che erano state riscontrate. Fin dall’inizio, a nostro modo di vedere, dovevano essere privilegiate altre vie: sostegno alla genitorialità, accompagnamento, tutto quanto c’è di supporto senza andare a togliere i figli dalla famiglia”, afferma poi Pillon a Cinque Minuti in onda questa sera su Rai 1. “Questo è il nostro punto di vista, ma ora siamo ormai in corsia di sorpasso e le parole della Ctu, che auspica un precoce rientro a casa, a me piacciono moltissimo,Auspichiamo da tempo una formazione comune tra avvocati, giudici che si occupano di diritto di famiglia e assistenti sociali perché si possa finalmente parlare tutti la stessa lingua, cosa che oggi purtroppo manca”, ha aggiunto il legale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.

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