Ebola, il ministero della Salute: “Negativo il test sul paziente rientrato in Sardegna dal Congo”

Ebola, il ministero della Salute: “Negativo il test sul paziente rientrato in Sardegna dal Congo”
Bunia, Congo, 23 maggio 2026 (AP Photo/Moses Sawasawa)

Il dicastero: “Si conferma che il rischio in Italia resta molto basso”

Il Ministero della Salute informa che “il test per Ebola effettuato domenica sul paziente rientrato in Sardegna dal Congo è risultato negativo. Le analisi sono state condotte dallo Spallanzani di Roma. Il paziente è rientrato in Italia sabato 30 maggio. Ieri, dopo aver accusato alcuni sintomi, ha chiamato il 118 ed è stato portato in biocontenimento all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per i necessari accertamenti diagnostici, così come previsto dai protocolli vigenti”. Il Ministero rende noto anche che “resta in contatto con le autorità sanitarie della Sardegna. Si conferma che il rischio in Italia resta molto basso”.

Centro di Cagliari sbarrato

Sarebbe un cittadino italiano, originario del Congo, l’uomo che domenica intorno alle 14 è stato prelevato dalla sua abitazione nel centro di Cagliari e trasferito al reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santissima Trinità per un sospetto caso di Ebola. L’intervento è scattato nella centralissima via Manno, affollata di turisti, dove l’area è stata delimitata con transenne e resa inaccessibile, e sul posto sono arrivati medici e infermieri equipaggiati con tute protettive e maschere.

Secondo quanto si apprende l’uomo, recentemente rientrato proprio dal Congo, avrebbe manifestato nella notte sintomi compatibili con quelli del virus che nelle ultime settimane ha provocato centinaia di vittime in Africa (tra Congo e Uganda). Il personale sanitario ha raggiunto l’abitazione seguendo le procedure previste per i casi sospetti e ha disposto il trasferimento del paziente nel centro specializzato del Santissima Trinità. Per garantire la sicurezza durante le operazioni sono intervenuti anche agenti della polizia locale, della polizia di Stato e squadre dei vigili del fuoco.

La nuova ordinanza di Schillaci

Il ministro della Salute Orazio Schillaci, intanto, ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale un’ordinanza. Questa prevede che chiunque provenga, direttamente o indirettamente, con qualsiasi mezzo di trasporto, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda, o che sia stato in quelle aree fino a 21 giorni prima dell’ingresso in Italia, deve entro 24 ore compilare, firmare e inviare una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della Asl di residenza o domicilio. Le Regioni e le Province autonome provvedono a darne comunicazione alle autorità sanitarie e a darne “massima diffusione pubblica sui rispettivi canali e mezzi di comunicazione istituzionale”. 

Epidemia di Ebola, Meloni scrive ai vertici Ue

Giorgia Meloni, invece, in settimana ha inviato una lettera ai vertici dell’Unione europea. “L’obiettivo è sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (Bvd) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione“. La premier “ha proposto l’inserimento del tema della gestione delle frontiere all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. In vista di questo appuntamento, il governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio Epsco del 16 giugno per definire le priorità operative”.

Il direttore dell’Oms in Congo

Il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus sabato è arrivato nella città di Bunia, nell’est del Congo, epicentro dell’epidemia di Ebola, dove il virus continua a diffondersi più rapidamente della risposta sanitaria nonostante l’arrivo di nuovi aiuti. “Il modo migliore per affrontare questa situazione è fornire tutto il supporto necessario per combattere la malattia nel suo epicentro e continuare a offrire tutta l’assistenza possibile”, ha dichiarato il numero uno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’Oms, inoltre, ha riferito venerdì che le autorità hanno segnalato 906 casi sospetti e 223 decessi sospetti. Il virus Bundibugyo, il tipo di Ebola attualmente in circolazione, non ha ancora un trattamento medico o un vaccino approvato.

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