Ebola, dottoressa di Msf ricoverata allo Spallanzani: è stabile. Meloni scrive ai vertici Ue

Ebola, dottoressa di Msf ricoverata allo Spallanzani: è stabile. Meloni scrive ai vertici Ue
Ospedale Spallanzani, Roma, 24 giugno 2022 (Foto Cecilia Fabiano/LaPresse)

Il medico di Medici Senza Frontiere è rientrata in Italia dopo essere stata in contatto con un caso sospetto di Ebola in Congo

È “stabile” e non ha sintomi la dottoressa di Medici Senza Frontiere rientrata in Italia dopo essere entrata in contatto con un caso sospetto di Ebola nell’Ituri, l’area della Repubblica Democratica del Congo colpita da una grave epidemia. A quanto apprende LaPresse dall’ospedale Spallanzani di Roma, la dottoressa (medico chirurgo) è arrivata nella notte tra giovedì e venerdì nella struttura capitolina per il periodo di quarantena e sorveglianza attiva. La situazione è stabile e non ci sono evoluzioni, rassicurano.

Dottoressa di Msf negativa al test

Il ministero della Salute ne l pomeriggio ha fatto sapere che la paziente è risultata negativa al test e ha ricordato che “non c’è allarme Ebola nel nostro Paese”. “Il ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali”, ha detto in una nota.

Meloni scrive a vertici Ue: “Serve coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere”

Intanto Giorgia Meloni ha inviato una lettera ai vertici dell’Unione europea: il presidente di turno dell’Ue Nikos Christodoulides, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “L’obiettivo è sollecitare, nel rispetto delle prerogative nazionali in materia di tutela della salute, un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”, si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“L’Italia ritiene che la situazione epidemiologica nell’Africa centrale collegata al recente focolaio di virus Ebola Bundibugyo (Bvd) nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda richieda la massima attenzione“. La premier “ha proposto l’inserimento del tema della gestione delle frontiere all’ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026. In vista di questo appuntamento, il governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio Epsco del 16 giugno per definire le priorità operative”.

Chigi: “L’Italia invierà a Kinshasa esperti dello Spallanzani”

Chigi, inoltre, fa sapere che “già questo fine settimana, grazie al lavoro della Farnesina, del ministero della Salute, della Protezione Civile e dell’Aise, l’Italia invierà a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani, per fornire assistenza tecnica, consegnare materiale sanitario e medicinali, e rafforzare la sorveglianza epidemiologica”. “A livello nazionale il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite”. 

Ue: “Ricevuta la lettera di Meloni, la tutela della salute è la priorità”

La Commissione europea ha confermato la ricezione della lettera della presidente del Consiglio. “Risponderemo a tempo debito. La tutela della salute pubblica è la priorità assoluta. Stiamo seguendo da vicino l’epidemia fin dall’inizio. Si tratta di una situazione che richiede vigilanza. I sistemi dell’Ue sono attivi e stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri partner internazionali per monitorare l’evolversi della situazione”, ha riferito una portavoce della Commissione.

“Disponiamo dei canali e degli strumenti per agire rapidamente. L’Ue sta mobilitando aiuti, risorse logistiche, supporto di esperti e strumenti di sicurezza sanitaria per aiutare i paesi colpiti a contenere l’epidemia e ridurre il rischio di ulteriore trasmissione. L’Ue sostiene un rapido coordinamento a livello europeo e con i paesi colpiti, l’Oms, l’Africa Cdc e i partner sul campo per contribuire a contenere il virus e fermare l’epidemia il prima possibile. L’Ecdc valuta attualmente che la probabilità di infezione per i cittadini europei sia molto bassa, e bassa anche per coloro che vivono o viaggiano nelle aree colpite”, ha aggiunto.

La portavoce fa ha fatto sapere sapere che, in particolare per quanto riguarda i viaggiatori, “prendiamo molto seriamente la necessità di fermare al più presto la trasmissione di questa devastante malattia. I rappresentanti degli Stati membri in seno al Comitato per la sicurezza sanitaria hanno già discusso il tema dello screening dei viaggiatori e delle restrizioni di viaggio, e la Commissione e tutti gli Stati membri hanno concordato sulla necessità di un approccio coordinato a livello Ue e sulla necessità di continuare a collaborare per rispondere rapidamente all’epidemia”.

Inoltre, “stiamo lavorando in stretto coordinamento con i paesi dell’UE che hanno voli diretti dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Uganda (Francia, Paesi Bassi e Belgio), nonché con il Regno Unito, in collaborazione con l’ECDC e l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA)”. La Commissione ha ricordato che in un parere pubblicato la scorsa settimana, e approvato anche dall’ECDC, il Comitato per la sicurezza sanitaria ha sottolineato che la misura più importante da adottare è lo screening in uscita dalle regioni colpite. Lo screening in uscita contribuisce a ridurre il rischio individuando i viaggiatori sintomatici prima dell’imbarco e impedendo loro di viaggiare in presenza di sintomi.

Questa misura si è dimostrata efficace nel contenere la malattia durante le precedenti epidemie. L’Ecdc continua a fornire assistenza agli Stati membri per rafforzare la capacità di individuare e isolare rapidamente chiunque sia infetto e provenga dalle regioni colpite, e per attuare tutte le necessarie misure di controllo. Nell’UE, raccomandiamo misure precauzionali (ad esempio, segnaletica negli aeroporti) e la comunicazione dei rischi (per viaggiatori, personale di bordo e personale medico). Queste azioni sono efficaci e contribuiscono a identificare precocemente i viaggiatori sintomatici.

Epidemia di Ebola sul tavolo del Consiglio europeo di giugno

In seguito alla lettera inviata ai vertici Ue dalla premier Giorgia Meloni, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha deciso di aggiungere l’epidemia di Ebola ai temi in discussione durante il Consiglio europeo in programma il 18 e 19 giugno. Lo ha confermato una portavoce.

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