Delitto Garlasco, l’avvocato De Rensis: “Esposto contro di me? Operazione spazzatura per colpire Stasi”

Delitto Garlasco, l’avvocato De Rensis: “Esposto contro di me? Operazione spazzatura per colpire Stasi”
L’avvocato Antonio De Rensis e Alberto Stasi, 18 dicembre 2025, Pavia (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Il legale a Ore 14 Sera: “Temo che questa persona non abbia capito in che gioco si faceva trascinare”

“L’esposto contro di me è un’operazione spazzatura, volevano colpire come primo obiettivo Stasi”. Lo ha detto Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, quest’ultimo condannato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, in merito all’esposto presentato da una giornalista contro di lui e contro Alessandro Di Giuseppe de Le Iene secondo il quale avrebbero provato a orientare i contenuti mediatici delle nuove indagini sul caso.

De Rensis ha parlato dell’esposto ieri sera in diretta, ospite in studio a Ore 14 Sera, in onda su Rai 2 con la conduzione di Milo Infante. Secondo quanto emerso, nell’esposto ci sarebbero anche fotografie e contenuti audio dove la cronista annota presunte anomalie nel seguire una vicenda di “eccezionale esposizione mediatica” .”I primi a doversi sentire offesi da questa operazione spazzatura sono i giornalisti italiani perché pensare che un uomo che vive nella provincia di Bologna possa orientare tutta la stampa italiana è un’offesa a tutti i giornalisti italiani”, ha dichiarato De Rensis.

“Sfido un giornalista a dire che io l’ho pressato, ho tentato di convincerlo, se c’è si faccia avanti. Io farò come i giocatori di poker, andrò a vedere, partirò con azioni vere. Non ho frequentato giornalisti in maniera particolare, mai inviato un vocale, se vengo messaggiato chiamo”, ha affermato.

“C’è stata una giornalista che mi ha fatto un pressing anomalo e sapendo che è in rapporti con un mondo ostile a noi, con lei ho cenato il 22 gennaio in un ristorante noto di Milano, in un tavolo centrale, davanti a tutti, e tutti possono testimoniare cosa è accaduto. Quella sera ho parlato per l’80% di cose che non c’entrano con l’inchiesta, di Garlasco non ho detto niente di cui non parlo abitualmente. Non so se è lei, però non avendo parlato con nessuno, per deduzione…Non vorrei però essere nei suoi panni dal punto di vista giudiziario, il mio telefono è qua”.

“Probabilmente – ha continuato De Rensis – temo che questa persona, se è lei che ha fatto l’esposto, non abbia capito in che gioco si faceva trascinare. Io amo i combattimenti e adesso salgo sul ring. Non mi dedicherò soltanto alla giornalista ma andrò a scavare più a fondo e vedrà che qualcosa trovo”. 

Nuovi audio su un presunto depistaggio depositati in Procura

Nella giornata di giovedì è stato depositato un esposto alla procura generale di Milano da parte dello studio legale Gasperini-Fabrizi di Roma. Era corredato di numerosi “audio” su possibili interferenze e su un presunto depistaggio riguardanti la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. La vicenda riguarda i “contenuti audio relativi a condotte suscettibili di assumere rilievo nell’ambito della nuova indagine concernente il delitto” che vede indagato Andrea Sempio in concorso con Alberto Stasi o con soggetti ignoti, fa sapere in una nota lo studio legale.

Possibile revisione del processo per Stasi

Si è concluso dopo 45 minuti l’incontro ufficiale fra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, sul tema di una eventuale richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi da inviare alla Corte d’appello di Brescia.

Da quanto si apprende il magistrato pavese, che coordina la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco assieme al procuratore aggiunto Stefano Civardi e alle pm De Stefano-Rizza, ha concordato con la più alta magistrata inquirente del distretto d’appello di Milano l’invio nelle prossime settimane di quella che in gergo si chiama ‘Informazione’: una serie di atti relativi all’operato dell’indagine per omicidio volontario in concorso con Stasi o con ignoti che è stata svolta negli ultimi due anni a Pavia su Andrea Sempio.

Fonti giudiziarie parlano di un atto “doveroso” all’interno dei rapporti fra Procura ordinaria e Procura generale, al fine di valutare se chiedere o meno la richiesta di revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, che nel 2015 ha visto condannare in via definitiva l’ex fidanzato della 26enne, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. 

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