Crans Montana, la Svizzera chiederà all’Italia il rimborso delle spese mediche. Meloni: “Richiesta ignobile”

Crans Montana, la Svizzera chiederà all’Italia il rimborso delle spese mediche. Meloni: “Richiesta ignobile”

Alla base della richiesta questioni normative. Tajani: “È ovvio che non pagheremo”

La Svizzera intende chiedere all’Italia il rimborso delle spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del locale Le Constellation a Crans Montana. E’ quanto si apprende da fonti informate.

E’ quanto- spiegano le stesse fonti – sarebbe stato comunicato in un incontro avvenuto oggi tra l’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado e il presidente del Cantone del Vallese Mathias Reynard. Alla base della richiesta ci sarebbero questioni normative che non permetterebbero al Cantone di farsi carico delle spese.

Meloni: “Da Svizzera ignobile richiesta, non daremo alcun seguito”

“Apprendo da notizie di stampa che le autorità svizzere hanno intenzione di chiedere all’Italia il pagamento delle esose spese mediche che l’ospedale di Sion avrebbe sostenuto per i ricoveri, anche di poche ore, di alcuni ragazzi rimasti feriti nell’incendio di Crans-Montana. Se questa ignobile richiesta dovesse essere formalizzata, annuncio fin da ora che l’Italia la respingerà al mittente e che non le darà alcun seguito. Confido nel senso di responsabilità delle autorità svizzere e mi auguro che la notizia si riveli del tutto infondata”. Così Giorgia Meloni su X.

Tajani: “È ovvio che non pagheremo”

“Mi pare che sia ovvio che non pagheremo. La responsabilità è soltanto di chi gestiva il locale e di chi non ha fatto fare i controlli”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del raduno per i 50 anni del Ppe a Roma commentando la notizia secondo cui la Svizzera chiederà all’Italia spese sanitarie sostenute dall’ospedale di Sion per il ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del locale Le Constellation a Crans Montana. “Non c’è alcuna responsabilità italiana – ha aggiunto – devono pagare gli svizzeri“.

L’ambasciatore Cornado: “In nessun caso pagheranno le famiglie o lo Stato”

 L’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado ha precisato che lo Stato italiano non ha alcuna intenzione di pagare “i conti inviati dall’ospedale di Sion per un importo totale di più di 100.000 franchi per un solo giorno di ricovero, l’1 gennaio”. “Dovranno essere pagati o dalla LAMal o dal Canton Vallese ma in nessun caso dalle famiglie, né dallo Stato italiano”, ha aggiunto, come riporta il Corriere del Ticino. LAMal è l’ente svizzero che gestisce le spese mediche a livello internazionale. “All’ospedale Niguarda di Milano sono stati elitrasportati e curati per mesi, non per un giorno solo, due cittadini svizzeri con costi di gran lunga superiori, ma che ciò nonostante nessun rimborso verrà richiesto né a loro, né alla LAMal, né ai loro Cantoni”, ha aggiunto Cornado, ribadendo di pretendere “parità di trattamento, perché sarebbe inaccettabile che la mutua svizzera o il Vallese chiedano che tali costi ricadano sull’Italia e sugli italiani. In ogni caso e su questo punto sono stato molto chiaro, lo Stato italiano non si accollerà mai le spese per le cure prodigate per sole poche ore ai nostri ragazzi che sono rimasti intossicati o ustionati e che hanno sofferto e sono condannati a soffrire a causa dell’irresponsabilità dei gestori del locale dove le uscite di sicurezza erano state sbarrate e delle autorità, comunali e cantonali, che avrebbero dovuto effettuare o disporre i controlli e non l’hanno fatto”.

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