Campobasso, madre e figlia uccise dalla ricina: il veleno era nel sangue

Campobasso, madre e figlia uccise dalla ricina: il veleno era nel sangue
Antonella Di Ielsi, foto da Facebook

La conferma dal Centro antiveleni di Pavia

Il Centro Antiveleni Maugeri di Pavia conferma la presenza di ricina nei campioni di sangue di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025 a Pietracatella (Campobasso). In una nota, il centro guidato dal professor Carlo Alessandro Locatelli rende noti gli esiti conclusivi delle analisi chimico-tossicologiche, che hanno accertato la positività alla sostanza “in concentrazioni compatibili con un quadro di intossicazione acuta”.

Gli accertamenti, si legge, hanno richiesto metodiche altamente specialistiche e sono stati ripetuti più volte, anche in laboratori diversi e con tecniche differenti, per garantire la massima affidabilità dei risultati ed escludere interferenze da altre sostanze. Alle attività hanno collaborato, tra gli altri, i Dipartimenti di Chimica e Tossicologia forense dell’Università di Pavia, l’IRCCS Policlinico San Matteo, l’IZSLER di Brescia e Bologna e il Centro Ricerche Marine di Cesenatico-Cervia.
Il Maugeri ricorda che una prima evidenza della possibile presenza di ricina era stata comunicata al medico legale incaricato lo scorso 6 marzo, a cui sono seguiti ulteriori approfondimenti e controanalisi.
Secondo quanto riportato nella relazione, il quadro clinico e la sintomatologia osservati nei due casi risultano coerenti con la diagnosi di intossicazione acuta da ricina, proteina altamente tossica presente nei semi della pianta Ricinus communis. La relazione conclusiva è stata trasmessa alla Procura di Campobasso.

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