È risultato negativo alla ricina Gianni Di Vita, padre e marito delle due vittime del caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso. E’ quanto emerge dalla relazione del professor Carlo Locatelli, direttore del centro antiveleni Maugeri di Pavia, inviata alla Procura della Repubblica di Larino sugli esiti degli accertamenti riferiti a madre e figlia morte avvelenate a fine dicembre.
Nel documento si evidenzia tuttavia che “la negatività dei campioni biologici riferibili al sig. Di Vita Giovanni può ritenersi compatibile sia con l’eventuale assenza della proteina nel sangue al momento del prelievo, sia con la possibile degradazione, anche completa, dell’analita, in ragione del tempo trascorso tra il prelievo e l’esecuzione delle analisi”.
L’accusa di omicidio premeditato resta a carico di ignoti
Alla luce delle risultanze tossicologiche, precisa la Procura, non cambia la posizione in ordine alle ipotesi accusatorie né quella giuridica degli interessati. Le indagini proseguono “a tutto campo” alla ricerca di ulteriori elementi di prova e di riscontro. Il fascicolo per duplice omicidio premeditato resta a carico di ignoti. E’ stato sequestrato, invece, il telefonino di Alice Di Vita, 19 anni, figlia e sorella delle vittime. Verrà sottoposto a un accertamento tecnico irripetibile martedì 28 aprile negli uffici della Squadra Mobile di Campobasso, alla presenza delle parti. L’attività, collegata a “esigenze tecniche”, ha precisato la Procura.
La Procura conferma intossicazione acuta da ricina per madre e figlia
La Procura della Repubblica di Larino conferma che gli esiti degli accertamenti del Centro antiveleni Maugeri di Pavia sono “scientificamente compatibili, con elevato grado di affidabilità tecnico-scientifica, con una intossicazione acuta da ricina” per Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, morte a fine dicembre a Pietracatella. È quanto si legge in un comunicato firmato dalla procuratrice Elvira Antonelli, secondo cui l’Istituto Maugeri, diretto dal professor Carlo Locatelli, ha depositato il 23 aprile al consulente tecnico medico legale Benedetta Pia De Luca gli esiti degli studi eseguiti sui campioni biologici delle due vittime e di Gianni Di Vita.
“Alla luce dell’insieme degli elementi clinici e analitici acquisiti – si legge – si ritiene, con elevato grado di probabilità tecnico-scientifica, che in alcuni dei campioni biologici esaminati sia stata accertata la presenza di ricina“. La Procura precisa che la positività dello studio dovrà essere comparata e confermata dagli accertamenti autoptici ancora in corso, finalizzati a riscontrare gli effetti della sostanza su tessuti e organi. Per quanto riguarda Gianni Di Vita, è stata riscontrata negatività alla ricina nei campioni ematici analizzati.

