Inquirenti al lavoro tutta la notte a Monserrato, nella città metropolitana di Cagliari, dopo l’omicidio di Leonardo Mocci, muratore di 23 anni ucciso nella notte di ieri con un colpo di pistola al petto. Gli investigatori stanno concentrando le indagini sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza e sulle testimonianze degli amici che erano con lui nelle ore precedenti al delitto. Il sindaco Tommaso Locci, precisando che la zona dove si è consumato il delitto è videosorvegliata, esprime “immenso dolore, aveva la vita davanti”. La comunità resta scossa per una morte violenta avvenuta nel cuore di un complesso di edilizia popolare, composto da cinque palazzine.
La serata trascorsa con amici, poi lo sparo da distanza ravvicinata
Un elemento chiave al vaglio degli inquirenti è una Fiat Panda bianca, vista allontanarsi subito dopo gli spari. Sarebbe la stessa vettura con cui il giovane era arrivato poco prima: non si esclude che a bordo ci fosse un amico, forse fuggito per paura di essere coinvolto o colpito a sua volta. Secondo una prima ricostruzione, Mocci aveva trascorso la serata in compagnia di alcuni amici in un appartamento di piazza Settimio Severo. Il gruppo sarebbe rimasto insieme fino a mezzanotte, per poi scendere in strada. È a quel punto che il 23enne, mentre si allontanava a piedi — forse diretto verso Villacidro — sarebbe stato raggiunto dal suo assassino, che ha sparato a distanza ravvicinata, puntando al cuore della vittima. Il giovane ha percorso solo pochi metri, prima di crollare a terra. Il proiettile, che lo ha colpito al petto, non gli ha lasciato scampo.
Alcuni residenti, svegliati dal rumore dello sparo, hanno immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 insieme ai carabinieri, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. I militari stanno ascoltando in caserma a Quartu tutte le persone presenti nelle ore precedenti all’agguato, nel tentativo di ricostruire con precisione gli ultimi momenti di vita del giovane.

