Giro di escort a Milano, Leao: “Non sono coinvolto e non ho commesso reati”

Giro di escort a Milano, Leao: “Non sono coinvolto e non ho commesso reati”
Rafael Leao (Photo by Spada/LaPresse)

L’attaccante del Milan si difende: “Prima che calciatori, siamo persone con una famiglia e una reputazione”

“In questi giorni il mio nome, come quello di altri calciatori, è comparso su siti, social e giornali in riferimento a un’inchiesta della Procura di Milano. Ci tengo a chiarire in modo diretto che sono totalmente estraneo ai fatti oggetto dell’inchiesta“. Così l’attaccante del Milan Rafa Leao prende posizione sull’inchiesta della Procura di Milano per un giro di escort di lusso con clienti anche alcuni calciatori di Serie A.
Non sono coinvolto e non ho commesso alcun reato. Invito tutti a evitare di associare il mio nome a questa situazione in modo arbitrario o superficiale, senza attenzione per la verità e rispetto per la vita privata”, scrive l’attaccante portoghese. “Prima che calciatori, siamo persone con una famiglia e una reputazione. Per questo ho già dato mandato al mio legale di tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continuerà a diffondere notizie false o lesive della mia reputazione”, conclude Leao.

Le tappe della vicenda

Dai locali esclusivi milanesi, come Ceresio7 e Langosteria Bistrot, fino ai festini privati con escort e uso di “gas esilarante”: è questo lo scenario al centro dell’inchiesta che ha portato ai domiciliari la 38enne Deborah Ronchi. Secondo gli inquirenti, insieme al compagno Emanuele Buttini e ad altri collaboratori, avrebbe usato la società di eventi MA.DE Milano come copertura per un sistema organizzato di favoreggiamento della prostituzione tra Milano e Mykonos.

Dalle carte della gip Chiara Valori e della Procura emergono festini frequentati anche da calciatori di Serie A, in gran parte rimasti anonimi. Le indagini descrivono un giro di ragazze, italiane e straniere, non solo come “hostess” ma disponibili anche per prestazioni sessuali. Tra gli episodi citati, anche la telefonata di una giovane che riferisce una gravidanza dopo un incontro organizzato con un calciatore.

Sul fronte economico, l’inchiesta della Guardia di finanza ha accertato versamenti per oltre 450mila euro da parte dei clienti, a fronte di un sequestro complessivo di circa 1,2 milioni. Parte dei pagamenti sarebbe transitata anche attraverso la società Carpa srl, legata al locale Pineta Milano, il cui privé sarebbe stato gestito dall’agenzia per eventi riservati a clienti facoltosi.

Gli investigatori segnalano inoltre almeno altri 25 locali della movida milanese coinvolti nell’organizzazione di serate, pur senza contestazioni dirette ai gestori. Tra questi figurano ristoranti e club noti della città, utilizzati come cornice per incontri e feste private.

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