Chieti, omicidio Vasto: lite per un colloquio dietro al delitto

Chieti, omicidio Vasto: lite per un colloquio dietro al delitto
Archivio (Photo Claudio Furlan/Lapresse)

Mercoledì l’autopsia sul corpo del giovane

Sarebbe stata la rinuncia di un colloquio di lavoro al Nord, la causa della lite tra padre e figlio finita nel sangue a Vasto, in provincia di Chieti, ieri. Antonio Sciorilli, dirigente della Azienda sanitaria locale di Chieti, 52 anni, avrebbe confessato l’omicidio del figlio 20enne, Andrea Sciorilli. Il corpo del ragazzo è stato trovato ieri, nel garage del condominio di famiglia con numerose ferite da arma da taglio. Dopo un interrogatorio, durato tutta la notte, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Vasto, diretto da gennaio da Rita Cerino.
La garante per i diritti dei detenuti ha raggiunto la Casa lavoro frentana sottolineando che quanto accaduto è “una tragedia immane” e che è stato attivato il protocollo previsto per casi come questo. Circa 2 anni fa il giovane era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia.

Mercoledì l’autopsia sul corpo del giovane

I rilievi dei carabinieri, conclusi a tarda notte, hanno evidenziato tracce ematiche anche nell’ascensore dello stabile in cui abitavano padre e figlio. “È in stato confusionale, abbiamo fiducia nell’operato delle forze dell’ordine”, ha dichiarato il legale, Massimiliano Baccalà, che rappresenta il padre della vittima, confermando lo stato di fermo del suo assistito. Per mercoledì è stata disposta l’autopsia sul corpo della vittima. L’incarico per eseguirla è stato affidato al medico legale, Pietro Falco, che ha già svolto ieri una ricognizione cadaverica.
L’esame autoptico, disposto dal pubblico ministero Silvia Di Nunzio, servirà a chiarire la dinamica dei colpi inferti e a confermare i dettagli emersi dopo il fermo del padre.

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