“Siamo sconvolti, vogliamo la verità e giustizia. Abbiamo scoperto dai giornali che nostra madre era vittima di omicidio volontario”. Così Gianfranco e Vittorio Ruffilli, figli dell’85enne Deanna Mambelli, morta il 25 novembre 2025 dopo il ricovero all’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì. Secondo gli inquirenti, l’autista della Croce Rossa Luca Spada avrebbe iniettato aria tramite un catetere venoso mentre la donna veniva trasferita per la riabilitazione.
“I primi di novembre era ricoverata in cardiologia e le era stato messo uno stent. Il 25 novembre l’hanno dimessa per fare riabilitazione perché era due settimane che era a letto”, raccontano i figli. Giancarlo, uno dei familiari, ricorda di essere stato “l’ultimo a vederla: abbiamo chiacchierato, ha detto che era dispiaciuta di andare via perché si era trovata molto bene. Abbiamo parlato con il medico di turno che ha detto che era andato tutto bene e che doveva fare solo riabilitazione. È morta alle 16.25”. I familiari raccontano anche di aver ricevuto “una telefonata alle 16.15 del 25 novembre. Un’infermiera del pronto soccorso – spiega Vittorio – mi ha detto di andare perché mamma stava male. Quando siamo arrivati ci hanno detto che era morta. Siamo rimasti sconvolti“.
