Un gruppo di genitori arrivati da diverse regioni d’Italia attende al Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa l’arrivo del volo Etihad proveniente da Abu Dhabi, con a bordo circa 200 studenti rimasti bloccati nei giorni scorsi a Dubai dopo l’avvio delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e la risposta di Teheran verso i Paesi del Golfo.
“Sono stati momenti difficili, la tensione era molto elevata quando hanno iniziato a vedere i missili o a sentire le sirene, e quindi erano obbligati dai tutor a scendere nel bunker, quelli sono stati i momenti peggiori – racconta una madre, spiegando che i contatti con il figlio sono rimasti costanti- Riuscivamo sia a vederlo che a sentirlo, però il viso, lo sguardo diventava sempre più spento dei ragazzi. Adesso hanno avuto paura, l’hanno detto anche loro e non vedevano l’ora di rientrare”. La donna parla di “giorni d’ansia” ma aggiunge che la famiglia è stata rassicurata “sia dal figlio sia dai responsabili”, perché “i ragazzi erano in hotel, chiusi, al sicuro”.
Un altro genitore riferisce che il figlio “sentiva delle esplosioni” e che i ragazzi erano preoccupati, ma “sono stati rassicurati anche dal console che è lì a Dubai”, sottolineando che “la sicurezza degli Emirati ha fatto il suo dovere” e che anche la Farnesina e l’unità di crisi avrebbero confermato che gli studenti erano al sicuro. Unanime il ringraziamento per il coordinamento tra autorità emiratine e italiane. “Hanno lavorato benissimo il governo degli Emirati con il nostro governo, l’unità di crisi, la Farnesina, il consolato, gli ambasciatori, tutti per realizzare questo rientro in sicurezza. Possiamo solo ringraziare davvero tutti”, conclude una madre.
