Il Congo aprirà tre centri per il trattamento dell’Ebola nella provincia orientale dell’Ituri dopo l’epidemia di un raro ceppo del virus che non ha vaccini o trattamenti approvati, poiché i funzionari sanitari internazionali hanno avvertito di un crescente rischio di diffusione regionale. Domenica l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia un’emergenza sanitaria globale. Il cluster sanitario del Congo ha segnalato più di 390 casi sospetti e 105 decessi a partire da lunedì, mentre il vicino Uganda ha riportato due decessi. L’epidemia è collegata al virus Bundibugyo, un raro ceppo di Ebola precedentemente rilevato solo due volte, in Uganda nel 2007 e in Congo nel 2012. Funzionari sanitari hanno confermato l’epidemia venerdì dopo settimane di malattie e morti inspiegabili nella remota area mineraria di Mongbwalu, nella provincia di Ituri. Da allora sono stati segnalati casi a Kinshasa e Goma, la più grande città orientale del Congo, sollevando preoccupazioni su una trasmissione più ampia in una regione con forti movimenti di popolazione. L’organizzazione sanitaria internazionale ha avvertito lunedì che il virus sta colpendo le persone nelle aree colpite dal conflitto in Congo, rappresentando un ulteriore rischio per gli operatori sanitari. I gruppi umanitari Medici Senza Frontiere e l’International Rescue Committee hanno dichiarato lunedì di aver inviato squadre per rispondere all’epidemia.
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