Bambino trapiantato, legale della famiglia: “C’è un cuore compatibile, a breve sapremo se va a Domenico”

Bambino trapiantato, legale della famiglia: “C’è un cuore compatibile, a breve sapremo se va a Domenico”
L’ospedale Monaldi di Napoli (foto Cavero/LaPresse)

La madre del piccolo è stata convocata d’urgenza dalla struttura sanitaria

Potrebbe esserci un nuovo cuore compatibile per Domenico, il bambino ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto non riuscito. La madre del piccolo, Patrizia Mercolino, è stata convocata d’urgenza dalla struttura sanitaria. “C’è un cuore. Sapremo alle 22.30 se verrà assegnato al piccolo Domenico, ci sono altri tre centri in attesa. Il cuore è compatibile, hanno già valutato. E’ ovvio che si deve procedere subito”, ha detto Francesco Petruzzi, legale della famiglia, al programma di Rete 4 ‘È sempre Cartabianca’. 

L’avvocato ha informato di aver “chiamato il comandante dei Nas perché mi devo assicurare che il cuore che verrà espiantato, ovvero quello danneggiato, venga sequestrato e messo in un secchio con la paraffina. È importante perché sono accertamenti tecnici volti ad attestare se l’organo impiantato era stato danneggiato prima dell’impianto”. Nel caso il cuore venisse assegnato al piccolo Domenico, “ad operarlo sarà lo stesso chirurgo che l’ha operato la prima volta perché è l’unico disposto a trapiantarlo, perché questo trapianto è molto complicato”, ha spiegato Petruzzi. 

Il caso ha scosso talmente tanto l’opinione pubblica che la premier Giorgia Meloni ha chiamato la madre del bimbo. “Faremo il possibile per fare giustizia“, avrebbe detto la presidente del Consiglio. Telefonata di vicinanza e di solidarietà anche dal presidente della Regione Campania Roberto Fico.

Mercoledì ispettori del ministero della Salute al Monaldi

Nel frattempo c’è attesa per l’arrivo degli ispettori del ministero della Salute all’ospedale Monaldi. Saranno mercoledì a Napoli per indagare sull’intervento effettuato il 23 dicembre scorso. Terminate le verifiche si recheranno poi a Bolzano, nella struttura dove è stato fatto l’espianto e si è proceduto a preparare l’organo per il trasferimento alla struttura partenopea. L’indagine punta a ricostruire l’intera vicenda, dal trasporto dell’organo fino alla scelta di procedere con il trapianto nonostante il danno subito durante il trasporto, legato all’uso di ghiaccio secco al posto di quello tradizionale. 

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