Delitto di Garlasco, la misurazione antropometrica su Sempio “non sarà prova cardine”

Delitto di Garlasco, la misurazione antropometrica su Sempio “non sarà prova cardine”
(Foto Claudio Furlan/Lapresse)

Venerdì la news sul nuovo esame per l’indagato, ma secondo la criminalista Sara Capoccitti non darà un risultato incontrovertibile

Nel caso del delitto di Chiara Poggi a Garlasco l’ultimo colpo di scena, venerdì scorso, è la misurazione antropometrica cui è stato sottoposto Andrea Sempio nel filone d’inchiesta che lo vede indagato. Si tratta di una tecnica che viene da lontano e che si incrocia le innovazioni della tecnologie, come spiega a LaPresse l’analista forense Sara Capoccitti.

“A proporre, tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento un sistema di identificazione basato sui rilievi antropometrici fu Alphonse Bertillon – spiega la criminalista-. Una metodologia che oggi incontra strumenti nuovi. Sempio è stato sottoposto, in pratica, a una scansione del corpo con un laser in 3D che restituisce un suo ‘gemello’ con un errore submillimetrico, quindi molto piccolo. Successivamente si procede con la striscia metrica”.

Perché secondo l’esperta non è prova cardine

Ma è a questo punto che, secondo quanto spiega Capoccitti, “prendono avvio i problemi” perché “di solito si confrontano le misure prese con un video girato in quel contesto”, ma “un video di una persona qualsiasi sulla scena del delitto di Chiara Poggi, come è noto, non c’è”. “Le variabili in campo sono innumerevoli e le misurazioni antropometriche, in questo caso, vanno immerse in un contesto di indagini molto più ampio di quanto si possa immaginare”, aggiunge Capoccitti. Certo è che la misurazione antropometrica rilevata lo scorso venerdì all’Istituto di Medicina legale di Milano “non sarà la prova cardine” della nuova indagine sulla morte di Chiara Poggi. “Scansionato l’ambiente della villa dei Poggi – prosegue l’analista forense – è possibile inserire il ‘gemello digitale’, ma in ogni caso non è un dato incontrovertibile se si pensa che possa essere l’unico elemento”.

I pm di Brescia a caccia di prove nei pc di Venditti

Intanto i magistrati di Brescia sono convinti che nei pc dell’ex procuratore Mario Venditti, si nasconderebbero “elementi utili” all’accusa di corruzione formulata nei suoi confronti. Per selezionare il materiale di interesse investigativo nei computer e negli smartphone servono “due mesi” e all’interno “sono sicuramente contenuti elementi utili alla prova” della corruzione e del “versamento di denaro agli inquirenti” da parte di Andrea Sempio e della sua “famiglia” o di soggetti “terzi” ancora “non individuati”.

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