Delitto Garlasco, i pm di Brescia: “nei pc di Venditti elementi utili alla prova di corruzione”

Delitto Garlasco, i pm di Brescia: “nei pc di Venditti elementi utili alla prova di corruzione”
L’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti (Foto LaPresse/Nelson Hasanpapaj)

Per le analisi sui materiali informatici sequestrati serviranno almeno due mesi

Nei pc dell’ex procuratore del delitto di Garlasco, Mario Venditti, si nasconderebbero “elementi utili” all’accusa di corruzione formulata nei suoi confronti dai magistrati di Brescia. Per selezionare il materiale di interesse investigativo nei computer e negli smartphone dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, e dei carabinieri Silvio Sapone e Giuseppe Spoto, servono “due mesi” e all’interno “sono sicuramente contenuti elementi utili alla prova” della corruzione e del “versamento di denaro agli inquirenti” da parte di Andrea Sempio, della sua “famiglia” o di soggetti “terzi” ancora “non individuati”. Lo scrive la Procura di Brescia nel decreto di sequestro di materiale informatico che l’avvocato Domenico Aiello, legale del magistrato 72enne in pensione, sostiene di non aver ancora ricevuto a distanza di 72 ore da quando la pm Claudia Moregola e il Procuratore Francesco Prete lo hanno disposto venerdì e con cui hanno delegato il Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, il Gico della guardia di finanza di Brescia e il Gruppo gdf di Pavia a sequestrare 27 fra pc, telefoni, chiavette usb, schede di memoria e hard disk nella disponibilità di Venditti e dei due ex militari (non indagati). Di tutto il materiale, già sequestrato il 26 settembre e a Venditti anche l’8 ottobre, il tribunale del riesame di Brescia aveva ordinato la restituzione con due diverse ordinanze il 17 e 23 ottobre, mantenendo invece in sequestro alcune agende cartacee. Per la Procura di Brescia si è trattato di un annullamento “per motivi formali e non di merito”, si legge nelle motivazioni del nuovo decreto. Per indagare le “modalità di svolgimento delle indagini” a carico di Sempio del 2016-17, i “rapporti” tra pm e polizia giudiziaria con la famiglia del 37enne di Voghera o con i loro “avvocati” e “consulenti tecnici” e i “canali di monetizzazione del denaro” è “indispensabile”, scrivono, effettuare una “integrale copia forense” dei dispostivi almeno a partire dal “luglio 2014”, data in cui Venditti è diventato aggiunto a Pavia.

Come vengono svolte le indagini sui supporti informatici

Secondo gli investigatori bresciani non sarebbe possibile usare “chiavi di ricerca” per effettuare una “selezione mirata delle informazioni utili ai fini delle indagini” sia per la quantità dei soggetti coinvolti, sia perché l’utilizzo di “parole chiave” non permette di risalire ad esempio a “immagini di atti del procedimento”, di “soldi” o “incontri”, “rapporti personali” né individuare il “linguaggio criptico o allusivo” come “nomignoli o abbreviazioni” in genere utilizzato per trattare “argomenti illeciti”. La Procura di Brescia cerca in particolare “e-mail, SMS, MMS o applicativi di messaggistica istantanea”, “file” di “atti o di bozze di atti investigativi”, “fotografie”, “dati di posizionamento e tracciamento delle persone coinvolte”, “metadati delle fotografie”, “agende informatiche” alla luce del fatto che, a quasi 9 anni dai fatti, non è più possibile acquisire i “tabulati del traffico telefonico”. Infine cerca le “device notifications”, cioè le anteprime dei messaggi di testo con app di messaggistica istantanea, acquisibili anche se le stesse fossero state “cancellate”. Un’ipotesi “tutt’altro che remota”, la definiscono, alla luce della “eco mediatica” dell’indagine su Garlasco e l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007. Tra i motivi per cui la “ricostruzione investigativa” vuole risalire addirittura a 2 anni prima della presunta corruzione, nel 2014 quando ancora era in corso l’appello bis del processo ad Alberto Stasi, c’è quello di “comprendere il motivo” che ha spinto Venditti nel 2017 ad “affidare ad una sezione di polizia giudiziaria” lo “sviluppo di indagine così complessa in tema di omicidio volontario”.

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