Dalle prime ore di oggi 4 ottobre, i Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale e del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto in fase esecutiva dei Comandi Provinciali di Catanzaro, Pescara, Bologna, Brindisi e Roma stanno dando esecuzione a una misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Dda, nei confronti di 23 persone, già sottoposte alla misura degli arresti domiciliari e imputati nel processo scaturito dall’operazione Eureka, maxi operazione internazionale contro la ‘ndrangheta.
Lo scorso 1 ottobre sono state condannate per vari reati tra cui associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti (con l’aggravante della transnazionalità e dell’ingente quantità), produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti, detenzione/traffico di armi anche da guerra, riciclaggio. Per 23 di questi, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, l’Ufficio del Gip, valutando sussistenti le esigenze cautelari, ha emesso ordinanza di aggravamento della misura cautelare dai domiciliari al carcere.
L’operazione “Eureka” aveva già portato al sequestro di beni mobili e immobili del valore di circa euro 25 milioni, in Italia, Portogallo, Germania e Francia. L’inchiesta era stata condotta dalla Procura di Reggio Calabria con quattro procure tedesche e il Procuratore Federale di Bruxelles, coordinate da Eurojust. In contemporanea all’operazione Eureka – che si era caratterizza per la particolare ampiezza dell’azione investigativa e l’intensa cooperazione giudiziaria e di polizia che aveva riguardato numerosi Paesi europei ed extraeuropei – le autorità giudiziarie belghe e tedesche avevano eseguito rispettivamente 15 e 24 provvedimenti restrittivi, emessi dalle locali autorità, a carico di ulteriori indagati per reati in materia di narcotraffico e riciclaggio. Il traffico di droga si svolgeva principalmente tra Sudamerica e Australia, le movimentazioni di denaro hanno interessato Panama, Colombia, Brasile, Ecuador, Belgio e Olanda.
