Gli articoli-parodia a firma di "Ugo Fantozzi" hanno dato il via a una serie di controlli al Municipio 5

È arrivata la risposta del comune di Milano all’articolo apparso sul Giornale d’Italia negli scorsi giorni in cui un cronista, ironicamente ribattezzatosi “Ugo Fantozzi”, raccontava le peripezie in un ufficio pubblico meneghino, ufficialmente aperto ma senza servizi attivi.

“In tema di deburocratizzazione ed efficienza della Pubblica Amministrazione, di cui parla nel suo racconto il signor Fantozzi, desideriamo far sapere al cittadino/giornalista, e a tutti i lettori, che il Comune di Milano in questi anni ha promosso a tal punto gli ‘sportelli online’ – più comodi, dematerializzati, pratici e vicini all’utente – da arrivare a essere scelti per oltre il 90% delle pratiche”, si legge nella risposta di Palazzo Marino al giornale diretto da Sergio Luciano.

Le pratiche a cui si fa riferimento sono ad esempio quelle relative al permesso per ZTL (oggetto della denuncia del cittadino Ugo Fantozzi, ndr), spiega il comune che sottolinea che “non si evadono certo da sole ma richiedono donne e uomini al lavoro tutti i giorni”. Sul caso di specie, il comune ricorda che “a causa della pandemia serve prendere appuntamento per recarsi in una sede anagrafica” sottolineando che “nessun servizio del Comune durante l’emergenza sanitaria è stato sospeso”. Una risposta su cui il Giornale ironizza sottolineando il linguaggio “burocratese, senza finire le frasi e aprendo incisi su incisi” e che senza mezzi termini definisce “una supercazzola” che ricorda tanto “Amici miei”. 

 

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