Matteo Salvini è arrivato poco dopo le 10.30 al carcere di Bollate per fare visita a Mario Roggero, il gioielliere di di 72 anni di Grinzane Cavour, nel Cuneese, condannato in via definitiva a 14 anni e nove mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo durante una rapina alla sua gioielleria il 28 aprile 2021. Insieme al vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti ci sono i deputati della Lega Luca Toccalini e Fabrizio Cecchetti. Fuori dal penitenziario una delegazione di giovani del Carroccio ha esposto cartelli e uno striscione con scritto “Grazia per Mario Roggero”.
Piantedosi: “Grazia? Bisogna vedere le carte, procedura stringente”
Il caso ha smosso il mondo della politica con il centrodestra che chiede la grazia, a partire da Salvini, dal ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Più cauto il titolare del Viminale, Matteo Piantedosi. “Bisogna vedere le carte, la procedura è stringente…”, ha detto un’intervista a la Repubblica. “Non sono un cittadino normale, ahimè. Quindi il problema non me lo pongo, ne ho già tanti altri”.
Procuratore di Asti: “Non è stata legittima difesa”
Ritornando al lato giuridico della vicenda, Biagio Mazzeo, procuratore capo di Asti e titolare dell’accusa nel processo di primo grado contro Roggero, ha ribadito che quella del 72enne non è stata legittima difesa.
“Non è stata legittima difesa, ma una reazione violenta a scoppio ritardato. Questo è il punto cruciale: non si può istituzionalizzare una rivalsa simile”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera. “Il presidente Mattarella è molto selettivo e serve un’istruttoria. Oggi è impossibile parlarne. Eventualmente si potrà valutare dopo che Roggero avrà scontato almeno una parte della pena”, ha aggiunto in merito alla richiesta di grazia.

