In Europa metà dei morti in case di riposo. La denuncia dell'OMS
In Europa metà dei morti in case di riposo. La denuncia dell'OMS

Una tragedia umana inimmaginabile 

 Il Vecchio continente sta sopportando metà del peso globale di contagi e vittime per il coronavirus e a farne le spese sono soprattutto gli anziani. Quello delle Rsa non è solamente un problema italiano, anzi. "Secondo le stime dei paesi della regione europea, circa la metà delle persone morte per Covid-19 erano residenti in case di riposo", ha spiegato il direttore per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della Sanità, Hans Kluge, che ha parlato di "una tragedia umana inimmaginabile" e di un "quadro profondamente preoccupante". Gli operatori sanitari in tali strutture sono "eroi non celebrati", spesso oberati di lavoro e sottopagati e privi di adeguato equipaggiamento protettivo.

 Mentre la maggior parte dei paesi sta lavorando alla 'fase 2' per la fine progressiva del lockdown, i numeri dell'epidemia restano ancora alti e diversi leader richiamano alla prudenza. "Non stiamo vivendo la fase finale della pandemia. Stiamo appena all'inizio", ha ammonito la cancelliera tedesca Angela Merkel parlando al Bundestag. Anche se la velocità di diffusione del contagio ha rallentato, il picco non è ancora stato superato. La Germania, che ha superato i 151mila contagi e 5300 morti, resta "su un ghiaccio sottilissimo". Merkel ha rimarcato che "non possiamo tornare alla vita com'era prima della pandemia" e si è detta preoccupata che alcuni Land possano rimuovere troppo velocemente le restrizioni.

 Anche la Francia, che conta 157mila casi e 21400 decessi, ha messo le mani avanti rispetto all'obiettivo di riapertura l'11 maggio annunciato da Macron. Il direttore generale della sanità Jérome Salomon ha precisato che "non ci sarà la fine del confinamento se le misure di contenimento non dà esito positivo". La fine del lockdown non sarà su base regionale ma nazionale, si adatterà alle "realtà di ciascun territorio", ha spiegato Macron, mentre l'Eliseo ha reso noto che il ritorno a scuola, previsto in modo progressivo dall'11 maggio, sarà su base volontaria, a discrezione dei genitori.

 I contagi superano i 213mila in Spagna, il numero più alto al mondo dopo gli Usa, con altri 4.635 nelle ultime 24 ore e 440 decessi, per un totale di oltre 22mila. Uno studio dell'istituto Carlos III di Madrid ha intanto rivelato che il Sars-Cov-2 circolava nel Paese già verso la metà di febbraio, portato da una "moltitudine di ingressi" di persone infette dall'estero. Il governo, nell'ambito delle misure prese per allentare le restrizioni, ha deciso che i bambini con meno di 14 anni da domenica potranno passeggiare e giocare all'aperto per un'ora ogni giorno, tra le 9 e le 21. Resterà vietato l'accesso ai parchi giochi, per evitare gli assembramenti.

 La Grecia, dal canto suo, ha deciso di estendere il lockdown fino al 4 maggio, mentre la premier finlandese Sanna Marin si è messa in autoisolamento dopo che un dipendente della residenza del primo ministro è entrato in contatto con una persona positiva al coronavirus ed è in quarantena.

 Il Regno Unito ha registrato 4583 nuovi contagi in un giorno, per un totale di oltre 139mila, e 616 decessi, portando il bilancio a 18.738. E su numeri simili viaggia anche la Russia, che ne ha registrati 4774, raggiungendo i 62.773 contagi, con il Cremlino che ha reso noto di non aver ancora fissato la data per la fine delle restrizioni.
 

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