Prima giornata del passaporto sanitario obbligatorio. Le stazioni presidiate da Nord a Sud per la manifestazione del "popolo del no"

Scivola via tranquilla la prima giornata di controlli del green pass obbligatorio per treni, bus, aerei e traghetti, che coincideva con la mobilitazione del mondo ‘no pass’ annunciata nelle stazioni di 54 città italiane. Tanto rumore per nulla, o quasi, perché all’appuntamento – alle 14.30 all’esterno degli scali per poi occupare alle 15 i binari – si sono trovati in pochissimi. Ingenti, invece, i controlli delle forze dell’ordine e molti i giornalisti. “Ottima presa per i fondelli per chi pensava di prendere l’occasione per demonizzare, direi di comunicare alla Lamorgese un blocco ferroviario ogni settimana così li teniamo in tensione e i giornali ne parlano”, scrive un utente sul gruppo Telegram da cui è partita la mobilitazione. “Lo schieramento di forze è spettacolare, non hanno badato a spese – ride un altro – Telegram detta l’agenda politica del ministero dell’Interno, ci vediamo sabato pomeriggio lì sì che ci sarò”.

Alla stazione centrale di Napoli soltanto due manifestanti a sventolare la bandiera tricolore. Uno dei due è Raffaele Bruno, segretario nazionale del Movimento idea sociale. “Siamo davanti ad una dittatura sanitaria e politica” gridano, “si è deciso di annullare la manifestazione in programma a Napoli perché non siamo criminali, non volevamo arrivare allo scontro”. A Torino un manifestante è stato portato via dalla polizia dopo aver rifiutato di fornire le sue generalità agli agenti. Nessun disordine a Bologna, una ventina appena i ‘no pass’ a Firenze. A Genova è stata denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire generalità una delle 8 manifestanti che hanno partecipato al presidio alla stazione di Principe. Una decina i manifestanti alla stazione Tiburtina di Roma, tra cui Giuliano Castellino, leader romano del movimento di estrema destra, che ha spiegato di essere lì per un’assemblea per decidere le prossime azioni. Pochi anche a Milano, dove una persona è stata portata in questura. La protesta, nonostante l’insuccesso odierno, si moltiplica, con la proposta di un presidio ai palazzi delle Regioni domani e un nuovo blocco dei treni, da ripetere anche il 3 insieme a un ‘presidio leccaculi manipolatori’. Il 4, invece, presidio e cortei in tutta Italia, domenica ‘riposo’ e lunedì ‘sciopero e tutti al parlamento’.

Oggi era anche il primo giorno dei controlli del green pass, obbligatorio per treni alta velocità, intercity e intercity notte, per i voli nazionali, i traghetti e i bus interregionali. Anche qui, nessuna criticità: “I controlli sul green pass li facciamo direttamente a bordo, quando il treno è già partito. Ci hanno detto di essere un po’ più clementi oggi che è il primo giorno di obbligo, ma comunque personalmente mi è capitato un solo passeggero, straniero, sprovvisto di certificato”, dice alla stazione Termini di Roma un capotreno che ha appena finito il proprio turno di lavoro. Nei pochi casi riscontrati in cui il green pass non è risultato valido, o assente, al passeggero è stato chiesto di scendere alla prima fermata utile a prescindere dalla destinazione di viaggio. A tutti i passeggeri, comunque, è ricordato attraverso i messaggi mostrati sui pannelli luminosi della novità da oggi in vigore. “Attenzione! Come da disposizioni governative – è il messaggio che si legge in loop sui tabelloni luminosi -, per viaggiare sui treni alla velocità e intercity è obbligatorio avere con sé la certificazione verde Covid 19 che dovrà essere esibita a bordo del treno insieme al titolo di viaggio”.

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