Lo chef a proposito delle nuove regole e delle misure adottate per le riaperture

Tornare al ristorante anche al chiuso? Lo chef Gianfranco Vissani, che in passato era stato critico con le scelte del governo in materia di chiusure di locali per fronteggiare la pandemia, non appare ancora soddisfatto dopo le ultime indicazioni: una scelta troppo tardiva, spiega a LaPresse. “Sono stati furbi, dovevano muoversi prima. Vedi in Inghilterra dove è stata data una dose di AstraZeneca e sono già tutti salvi. Lì non è morto nessuno, qui non so come abbiamo fatto a salvarci. Ma noi non ci salveremo, saremo disastrati. L’economia è rimasta a zero. Chi ha soldi li avrà sempre, ma chi è un poveraccio rimane un poveraccio”, ha detto lo chef.

Covid manager, vaccini e regole: cosa dice Vissani

Proprio un mese fa Vissani si era reso protagonista insieme ad altri ristoratori umbri di un sit-in enogastronomico a Città della Pieve, nei pressi della villa di campagna di Draghi, per portarlo a conoscenza delle difficoltà affrontate dagli addetti del settore nel periodo della pandemia. Il cuoco svela un retroscena della protesta simbolica, non conclusasi con l’incontro sperato con il premier: “Mi ha fatto pure cascare Draghi, mi sono rotto tre costole”, dice sorridendo. “Mi sono seduto su un tufo che non era saldato a terra, ho perso l’equilibrio e fatto un gran scoppio! Dovevo dargli il ciambellone che portavo sulla testa”.

E per la questione ristori Vissani, recentemente vaccinato, guarda alla gestione che c’è stata nei paesi europei: “Tutti parlano dei paesi stranieri. L’Inghilterra con la Brexit dovrebbe dare i 250 miliardi alla Comunità Europea e non ha dato nemmeno una lira. La Francia dà 10.000 euro al mese a tutte le aziende. Non hanno fatto aspettare 8 mesi come noi. In Spagna Cipriani ha preso 600.000 euro per mandare avanti il suo albergo. Anche in Germania tutti hanno preso soldi, meno che noi. Io voglio dirvi, abbiamo il debito pubblico, siamo messi male, accantonatelo un pochino e cominciate a stampare soldi per salvare l’Europa. A Draghi chiederei di salvare imprese e dipendenti che stanno soffrendo. C’è gente che vive sotto i ponti, non ha soldi per pagare l’affitto. Voi cosa pensate? Come facciamo a pagare i mutui dopo 12 mesi di chiusura?” Lo chef appare critico sulle nuove misure stabilite dal governo per organizzare feste e banchetti, quali obbligo di dotarsi del “green pass”: “Dopo la scottata di questa estate, stanno tamponando la situazione per non rimanere di nuovo a terra. Il problema è che Figliuolo si deve svegliare, deve far vaccinare, deve mettere in campo le farmacie, i medici”. Anche sulla necessità per le strutture di introdurre un covid-manager, sottolinea Vissani: “Questa è una figura che ci fa spendere altri soldi, che lo paghi lo stato. Io al mio ristorante ho dei macchinari certificati dalla Nasa che creano una bolla intorno cliente, il quale se fosse positivo al Covid viene isolato”.

La riapertura

Il ristorante di Vissani riaprirà presto i battenti e lo chef, nonostante le criticità del momento, non perde la fiducia: “Riapriremo il 27 maggio con la speranza che si possa lavorare, che la gente stia bene e faccia un sorriso di sollievo. Spero che si possa tornare a vivere e ritrovare la felicità e il sorriso che abbiamo perso. Abbiamo perso la voglia di vivere che è l’unica cosa che rimane”.

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