Dieci persone sono morte nella notte a causa degli attacchi condotti dalla Russia su Kiev e altre regioni dell’Ucraina. Lo riporta il Kyiv Independent citando quanto riportato dal capo dell’amministrazione militare della capitale ucraina Tymur Tkachenko.
Punti chiave
- Zelensky: "Negoziatori Usa devono venire a vedere"
- Salgono a 21 i morti per attacco russo su Kiev
- Croce Rossa: "Distrutto nostro deposito aiuti a Kiev in attacco russo"
- Zelensky: "Risponderemo sicuramente ad attacco russo a Kiev"
- Salgono a 20 i morti per attacco russo su Kiev
- Nato, Trump: "Gli Usa spendono più di tutti, è ridicolo"
- Bimba di 7 anni uccisa in attacco russo a Dnipropetrovsk
- Cremlino: "Attacco di rappresaglia solo contro obiettivi militari"
- Corte Ue: "Stop ai contenuti di Russia Today vale anche per i siti gratuiti"
- La procura della Germania accusa le autorità dell'Ucraina per sabotaggio
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha visitato uno degli edifici di Kiev colpiti dall’attacco russo nella notte tra mercoledì e giovedì. Riferendosi ai negoziatori statunitensi ha affermato: “Hanno detto settimane fa, o forse mesi fa, che sarebbero venuti in Ucraina. Devono venire, per vedere, per capire e per spiegare al presidente, e poi per rispondere in modo molto cortese, come può fare Steve Witkoff (inviato statunitense), alla Russia, cosa devono fare”. “In breve: sedersi al tavolo, negoziare, porre fine a questa guerra”, ha aggiunto, “ed è per questo che volevamo che venissero da noi, già da parecchio tempo, a mio avviso. Quindi spero che vengano. Capisco che ci siano delle difficoltà in Medio Oriente e, come ho detto, siamo grati per la loro disponibilità ad aiutare. Ma abbiamo bisogno di più, di qualcosa di più delle semplici parole”.
È salito a 21 morti in Ucraina il bilancio dell’attacco russo su larga scala condotto dalla Russia nella notte fra mercoledì e giovedì sulla capitale Kiev. Lo hanno riferito i servizi d’emergenza. Oltre 90 altre persone sono rimaste invece ferite, secondo quanto ha fatto sapere il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko.
La Croce rossa ucraina ha riferito che il suo deposito di aiuti umanitari a Kiev è stato distrutto in un attacco russo. “Il magazzino umanitario della Croce Rossa ucraina a Kiev è stato distrutto in un attacco russo. Sono andati persi circa 320mila articoli di soccorso e attrezzature per un valore di oltre 79 milioni di grivnie ucraine (pari a circa 1,5 milioni di euro ndr.), con ripercussioni sulle operazioni di emergenza e umanitarie in tutta l’Ucraina”, si legge in un post della Croce rossa ucraina.
“La Russia riceverà una risposta all’attacco odierno a Kiev, questo è certo”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parlando da uno dei luoghi colpiti della capitale, il distretto di Darnytsia. Lo riporta Rbc-Ucraina.
È salito a 20 morti in Ucraina il bilancio dell’attacco russo su larga scala condotto dalla Russia nella notte fra mercoledì e giovedì sulla capitale Kiev. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione comunale di Kiev, Tymur Tkachenko. Oltre 90 altre persone sono rimaste invece ferite, secondo quanto ha fatto sapere il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha definito quella trascorsa una “notte dell’orrore”. Per la Russia, si è trattato di una rappresaglia per gli attacchi ucraini contro gli impianti petroliferi russi.
“Gli Stati Uniti spendono di gran lunga più di qualsiasi altro Paese per la Nato, per proteggerli, senza trarne alcun vantaggio”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. “Stati Uniti 999 miliardi di dollari, Regno Unito 90,5 miliardi di dollari, Francia 66,5 miliardi di dollari, Italia 48,8 miliardi di dollari, Polonia 44,3 miliardi di dollari. Altri, tra cui la Germania, spendono molto meno. (2014-2025) È ridicolo!”, rimarca Trump.
Nella regione centrale ucraina di Dnipropetrovsk un attacco con bombe guidate russe ha ucciso una bambina di 7 anni e ferito altre quattro persone, tra cui una ragazzina di 11 anni, tutte appartenenti alla stessa famiglia. Lo ha dichiarato il capo della regione Oleksandr Hanzha.
Il capo di Stato Maggiore russo, il generale Valery Gerasimov, ha riferito al presidente della Russia Vladimir Putin i risultati del “massiccio attacco di rappresaglia” contro Kiev. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Il bombardamento era “rivolto esclusivamente contro obiettivi militari o collegati alle forze armate”, ha affermato Peskov.
L’attacco ha utilizzato “armi a lunga gittata ad alta precisione” e droni contro “strutture dell’industria militare e complessi energetici e di rifornimento di carburante a Kiev e nella regione di Kiev, nonché infrastrutture di aeroporti militari in altre quattro regioni dell’Ucraina”, si legge nella dichiarazione del ministero della Difesa russo.
È stato pubblicato un elenco degli obiettivi che, secondo quanto affermato, sarebbero stati colpiti dal bombardamento, per lo più stabilimenti che producono e assemblano droni, missili e componenti ucraini. La Russia ha lanciato 74 missili, di cui 24 balistici, e 496 droni di vario tipo durante l’attacco, secondo quanto riferito dall’aeronautica militare ucraina.
“Il divieto di trasmettere contenuti del canale Russia Today si applica anche a un sito web accessibile al pubblico a titolo gratuito. L’applicabilità di tale divieto non dipende né dal fatto che l’attività persegua un fine di lucro, né dalla portata o dalla durata della trasmissione”. Lo ha stabilito la Corte di giustizia Ue, pronunciandosi a proposito di un caso in Germania in cui 3 persone sono sottoposte a procedimento penale per aver trasmesso, in diverse occasioni, video del canale RT – Russia Today Germany su un sito web accessibile al pubblico a titolo gratuito.
“In tutta l’Unione europea, agli ‘operatori’ non è consentito trasmettere i contenuti di tale canale a causa delle misure restrittive adottate nei suoi confronti nel contesto dell’aggressione militare della Federazione Russa contro l’Ucraina”, sottolinea la Corte.
Il tribunale tedesco incaricato del procedimento penale aveva sollevato dubbi sulla portata del divieto, puntando in particolare ad accertarsi se le 3 persone in questione potessero essere qualificate come ‘operatori’, nonostante il sito web in questione fosse accessibile gratuitamente e fosse finanziato esclusivamente dalle donazioni dei propri utenti.
La Corte di giustizia Ue ha risposto che è irrilevante che la diffusione dei contenuti vietati avvenga o meno nell’ambito di un’attività economica e che il concetto di ‘operatore’ comprende, nel contesto in esame, qualsiasi persona responsabile, direttamente o indirettamente, della messa a disposizione dei contenuti vietati, anche nell’ambito di un’attività non retribuita o nella gestione di un sito web finanziato da contributi volontari di terzi.
La procura federale tedesca ha accusato le autorità ucraine di essere dietro al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. La procura riferisce di avere accusato formalmente il 30 giugno 2026 il cittadino ucraino Serhii K. davanti al Tribunale regionale superiore anseatico di Amburgo per “complicità in un crimine di guerra consistente in un attacco contro beni civili” e “per avere provocato un’esplosione”, “distrutto strutture” e per interruzione di pubblico servizio.
Nell’atto d’accusa, inoltre, ricostruisce come segue: “Nel 2022, Serhii K. era un ufficiale dell’esercito ucraino. In seguito allo scoppio della guerra di aggressione russa alla fine di febbraio 2022, lui e altri membri del personale militare, agendo per conto delle autorità statali ucraine, hanno elaborato un piano per distruggere i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, che dalla Russia attraversano il Mar Baltico fino a Lubmin, in Germania”. L’obiettivo, sempre secondo la procura federale tedesca, “era quello di interrompere definitivamente le forniture di gas attraverso i gasdotti e impedire alla Russia di utilizzare i proventi del commercio di gas naturale per finanziare i propri sforzi bellici”.
La procura ricostruisce ancora: “Per attuare il piano, sotto la guida dell’accusato è stato costituito un gruppo composto da diversi subacquei professionisti, uno skipper e un esperto di esplosivi. Il 4 settembre 2022, Serhii K. è entrato in Germania passando per la Polonia utilizzando un passaporto ucraino contraffatto. Poco dopo, si è imbarcato su uno yacht a vela d’alto mare insieme agli altri membri del gruppo. Lo yacht era stato precedentemente noleggiato da una società tedesca a Rostock con l’ausilio di documenti d’identità falsi e tramite intermediari”.
“Utilizzando lo yacht, l’accusato e i suoi complici trasportarono grandi quantità di esplosivi ad alta potenza adatti all’uso militare in acque internazionali fino a una località nei pressi dell’isola danese di Bornholm. Lì, il gruppo di Serhii K. ha installato, fino al 22 settembre 2022, vari ordigni esplosivi dotati di inneschi a tempo lungo i gasdotti che corrono sul fondale marino”, che “sono esplosi il 26 settembre 2022, causando gravi danni a entrambi i gasdotti”.
La procura ricorda che “prima dell’incidente il Nord Stream 1 era utilizzato per trasportare circa la metà del fabbisogno annuale di gas naturale della Germania per la produzione di energia”. “Serhii K. è stato arrestato dalle autorità italiane in provincia di Rimini il 21 agosto 2025 in esecuzione di un mandato d’arresto europeo ed estradato in Germania nel novembre 2025”, conclude.
È salito a 17 morti in Ucraina il bilancio dell’attacco russo su larga scala condotto dalla Russia nella notte fra mercoledì e giovedì sulla capitale Kiev, con forti esplosioni che hanno scosso la città per ore. Lo hanno riferito i servizi d’emergenza ucraini, mentre il sindaco di Kiev Vitali Klitschko ha aggiunto che almeno altre 90 persone sono rimaste ferite. L’attacco, sferrato con missili balistici, da crociera e droni, ha danneggiato edifici e infrastrutture civili in tutta la città. Molti residenti si sono rifugiati nelle stazioni della metropolitana dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altre autorità avevano lanciato i primi avvertimenti sull’attacco.
“L’ambasciata russa in Svezia è stata oggetto di un ulteriore attacco con droni”. A denunciarlo su Telegram è stata la stessa missione diplomatica. Lo riporta la Tass.
Un quadricottero ha sganciato un contenitore di vernice rossa sulla sede della missione diplomatica. Un secondo drone, dotato di un finto ordigno esplosivo improvvisato, è precipitato (apparentemente non per caso) sul nostro territorio nelle immediate vicinanze dell’edificio dell’ambasciata russa. Quest’ultima circostanza suggerisce che non si tratti solo di una provocazione, ma di un palese tentativo di intimidire il personale della missione russa”, si legge nella dichiarazione, che sottolinea come “la piena responsabilità dei continui attacchi alla missione diplomatica russa in Svezia e delle loro conseguenze ricada sulla parte svedese”.
“Ciascuno dei nostri accordi bilaterali con i partner in materia di difesa aerea è di grande aiuto ed è particolarmente importante procedere con l’attuazione dei nostri accordi sulla produzione di missili antibalistici. Contiamo molto sulle decisioni degli Stati Uniti riguardo alle licenze per i missili Patriot”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo il massiccio attacco notturno da parte delle forze armate russe su Kiev che ha causato almeno 13 vittime. “Fornire sistemi di difesa aerea all’Ucraina è una priorità assoluta e una questione cruciale – ha aggiunto – è questo che può fermare la guerra e questi attacchi”.
Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, ha definito quello avvenuto nella notte “il più massiccio” attacco delle forze armate russe sulla capitale dall’inizio della guerra annunciando per domani una giornata di lutto cittadino in memoria delle vittime. “In questa giornata, le bandiere saranno ammainate su tutti gli edifici comunali della città. Si raccomanda inoltre di ammainare le bandiere di Stato sugli edifici pubblici e privati. Qualsiasi evento di intrattenimento è vietato in città”, ha scritto su Telegram spiegando che i soccorritori sono ancora al lavoro fra le macerie.
“Condanno fermamente il nuovo attacco russo che ha colpito l’Ucraina la scorsa notte, causando ancora una volta morti e feriti. Esprimo la mia piena solidarietà al ministro Andrii Sybiha e al popolo ucraino, vittima di una violenza inaccettabile. La Russia deve porre fine a queste aggressioni e agire come membro responsabile della comunità internazionale”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Il governo italiano continuerà a sostenere Kiev con determinazione, fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura”, ha aggiunto.
“Non rimandate le decisioni sulla difesa aerea per l’Ucraina! Questa è la nostra principale richiesta ai nostri partner dopo che Kiev ha vissuto una notte di orrore”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. “La Russia ha preso di mira edifici residenziali e infrastrutture civili. Il criminale di guerra Putin può condurre solo una vile e terroristica guerra contro civili, donne e bambini. Perché nella sua guerra contro le Forze di Difesa ucraine non può ottenere alcun risultato”, ha aggiunto. “Tali attacchi sono gravi crimini di guerra e ne stiamo informando tutti i partner e le organizzazioni internazionali, chiedendo responsabilità e risposte decise”, ha concluso Sybiha.
“Le sole parole di condanna non basteranno a fermare gli attacchi a Kiev. Solo un sostegno militare costante all’Ucraina e una maggiore pressione su Mosca possono farlo. Questa settimana, l’Ue ha iniziato a erogare 6 miliardi di euro nell’ambito del prestito di sostegno di 90 miliardi di euro per rafforzare le difese di Kiev”. Lo ha scritto su X l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.
“Oggi proporrò di sanzionare ulteriori entità che sostengono il complesso militare-industriale russo in risposta agli attacchi – ha aggiunto – più Mosca attacca i civili, più sanzioni devono essere imposte. Continueremo ad aumentare il costo finché la Russia non capirà di non poter vincere. Il personale dell’Ue a Kiev è al sicuro. Sono profondamente grato ai nostri colleghi sul campo, che continuano il loro lavoro con coraggio e dedizione nelle circostanze più difficili”.
Nella notte le forze armate russe hanno lanciato sull’Ucraina 570 fra droni e missili. Lo ha reso noto l’aeronautica militare di Kiev citata dai media locali. In particolare i missili sono stati 74 missili e i droni 496. Le forze armate ucraine hanno intercettato globalmente 48 missili e 476 droni.
Le Forze di Difesa ucraine hanno colpito la raffineria Kukoil di Kstovo, città della regione russa di Nizhny Novgorod. Lo riporta Rbc Ukraine citando le forze armate di Kiev. A seguito dell’attacco alla raffineria – viene spiegato – si è registrato un danno all’impianto, seguito da un incendio all’interno del complesso aziendale. La raffineria Lukoil in questione è uno dei più grandi impianti di raffinazione del petrolio della Russia con una capacità produttiva di circa 17 milioni di tonnellate di petrolio all’anno.
E’ salito a 13 vittime confermate il bilancio degli attacchi condotti nella notte dalla Russia su Kiev e altre regioni ucraine. Lo ha reso noto in un aggiornamento su Telegram il ministro dell’Interno ucraino, Ihor Klymenko. “In totale, più di 20 edifici residenziali sono stati colpiti dai bombardamenti russi. I soccorritori continuano a lavorare”, ha spiegato. Il sindaco di Kiev, Vitaliy Klitschko, ha parlato anche di 86 feriti di cui 70 ricoverati in ospedale.
Il massiccio attacco effettuato nella notte dall forze armate russe su Kiev è giunto in risposta “agli attacchi terroristici del regime di Kiev contro le infrastrutture civili in Russia”. E’ quanto scrive in una nota riportata dalla Tass il ministero della Difesa russo. I raid sono stati effettuati tramite “armi a lungo raggio a guida di precisione, impiegate su aerei, terre e navi, e droni d’attacco” e hanno colpito “impianti dell’industria militare e complessi energetici e petroliferi a Kiev e nella regione, nonché infrastrutture aeroportuali militari nelle regioni di Dnipropetrovsk, Poltava, Cherkasy e Chernihiv”.
“Non è più rinviabile la creazione della Comunità europea di difesa. Sarebbe, al tempo stesso, uno strumento di deterrenza e uno scatto politico, in termini di ruolo nel mondo. Non per sostituire la Nato, ma per renderla più forte con un pilastro europeo anche con paesi, come Svizzera e Balcani Occidentali, Paesi che al momento non sono ancora parte della Ue. E di questo progetto deve fare parte anche l’Ucraina”. Così, intervistato dalla ‘Stampa’, il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Per quanto riguarda la Nato, di cui si avvicina il vertice ad Ankara, “personalmente auspico il rinvigorimento dell’alleanza”, ha aggiunto Crosetto. “È incrinata, ma resta fondamentale per la stabilità di un mondo dove l’Onu ha perso gran parte della sua capacità di incidere. Se si sfalda anche la Nato, è finita”, sottolinea il ministro della Difesa italiano.
Sale a 10 persone il bilancio delle vittime degli attacchi condotti nella notte dalla Russia su Kiev e altre regioni ucraine. Lo riporta il Kyiv Independent citando quanto riportato dal capo dell’amministrazione militare della capitale Ucraina, Tymur Tkachenko.
E’ di almeno 8 vittime il bilancio degli attacchi condotti nella notte dall’esercito russo sulla capitale Ucraina Kiev e altre città del Paese guidato da Volodymyr Zelensky. Lo riporta il Kyiv Independent citando quanto riportato dal capo dell’amministrazione militare di Kiev, Tymur Tkachenko. Sono almeno 34 i feriti, di cui 32 attualmente ricoverati in ospedale. Durante l’offensiva, riporta il portale ucraino, la Russia ha lanciato decine di missili da crociera e balistici contro Kiev, oltre a sferrare attacchi su larga scala con droni in diverse regioni.

