Prosegue positivamente il percorso clinico di Yael Trepy, il calciatore francese del Cagliari, trasferito giovedì pomeriggio dalla Terapia Intensiva Emergenza Urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari alla Pneumologia clinica e interventistica di viale San Pietro, diretta dal professor Pietro Pirina, dove continuerà le cure e il monitoraggio del quadro respiratorio.
Il trasferimento si è reso possibile grazie alla positiva evoluzione delle condizioni del 20enne di Villeneuve-Saint-Georges, che non necessita più di assistenza intensiva. “Il paziente ha mantenuto condizioni cliniche stabili, senza necessità di ulteriore assistenza intensiva – spiega Stefania Milia, direttrice della Terapia Intensiva Emergenza Urgenza del Santissima Annunziata -. Nella giornata di ieri ha iniziato la mobilizzazione con il fisioterapista e, nel pomeriggio, è stato trasferito dalla Terapia Intensiva Emergenza Urgenza al reparto di Pneumologia per la prosecuzione delle cure”.
Prima di lasciare il reparto, Trepy ha voluto rivolgere un gesto di ringraziamento all’équipe della Terapia Intensiva che lo ha assistito nei giorni più delicati del ricovero: ha donato agli operatori sanitari le maglie del Cagliari personalizzate con il suo nome. Un gesto semplice ma significativo, con il quale il giovane calciatore e tutto il club rossoblù hanno voluto esprimere personalmente la propria gratitudine a medici, infermieri e a tutti i professionisti che lo hanno seguito dal momento del ricovero sino al trasferimento in Pneumologia. Il percorso assistenziale proseguirà ora nel reparto diretto dal professor Pirina, dove saranno monitorate in particolare le condizioni respiratorie e completato il recupero clinico del paziente.
Cosa è successo a Yael Trepy
L’attaccante, classe 2006, è stato ricoverato il 17 agosto scorso dopo essere caduto in piscina e aver rischiato di annegare. Si trovava in una villa nella zona della Costa Smeralda quando, intorno alle 18 di lunedì, sarebbe finito nella parte più profonda della piscina.
Trepy, che da quanto si apprende non sa nuotare, ha avuto difficoltà a tornare in superficie e sarebbe rimasto sott’acqua per un periodo di tempo sufficiente a provocare l’inalazione di una considerevole quantità d’acqua, finita nei polmoni. Le persone presenti quindi lo hanno recuperato dall’acqua e hanno immediatamente allertato il 118. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto e alla base dell’incidente potrebbe esserci stato un malore.
Il ragazzo, soccorso e trasportato in elicottero in ospedale a Sassari, è stato messo in coma farmacologico, considerate le gravi condizioni in cui versava. La Tac toracica ha evidenziato la presenza di una grande quantità di liquido nei polmoni, con conseguenti difficoltà negli scambi respiratori e nell’ossigenazione.

