Gianfranco Zola torna a vestire l’Azzurro ed entra nel Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili. Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, e quello del Club Italia, Claudio Ranieri, lo hanno fortemente voluto per completare i quadri della struttura federale che sovrintende alla gestione e allo sviluppo di tutte le rappresentative azzurre, condividendone la scelta con il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, di cui Zola continuerà a essere vice presidente vicario.
Artefice della ‘riforma’ che porta il suo nome, piattaforma programmatica che ha stimolato l’impiego di giovani calciatori in Serie C, Zola (vanta in azzurro 35 presenze e 10 reti da calciatore) indosserà di nuovo la maglia della Nazionale, anzi delle Nazionali, visto che il suo campo di azione sarà più ampio e si concentrerà sulla costruzione della filiera delle rappresentative giovanili, assieme al coordinatore tecnico Maurizio Viscidi.
Prende definitivamente forma la nuova struttura federale
Il cerchio si è dunque chiuso. Sei settimane dopo l’elezione del nuovo presidente della Figc, prende definitivamente forma la nuova struttura federale chiamata a rilanciare il movimento calcistico azzurro reduce da tre mancate qualificazioni ai Mondiali.
Terminata la lunga e tortuosa gestazione, tra proclami e dietrofront, che ha portato alla nomina di Roberto Mancini sulla panchina azzurra e di Claudio Ranieri direttore del Club Italia, l’organigramma della Nazionale si è completato con l’affidamento del ruolo di ‘coordinatore dei progetti delle attività giovanili’ a Gianfranco Zola. Nessuna sorpresa, tutto era ampiamente previsto come aveva fatto intendere lo stesso presidente Giovanni Malagò che ha svelato l’identità della terza figura annunciata poco più di una settimana fa in conferenza stampa. L’ex calciatore di Chelsea e Cagliari entra così effettivamente in organico con un ruolo che svolgerà a stretto contatto con Ranieri, occupandosi dell’organizzazione del settore giovanile azzurro. Un binomio che dura da tempo. Zola sposava infatti la linea Ranieri e viceversa già un trentennio fa, quando l’allora presidente del Napoli Corrado Ferlaino, rimasto ‘orfano’ di Maradona, ascoltò il suggerimento dell’allora tecnico Ranieri affidandosi ad un nuovo numero 10 “italiano e bassino come Diego”, prelevandolo dal Cagliari. Nacque così Zola ‘the Magic Box’, pronto adesso insieme a Maurizio Viscidi a fare la differenza e riportare il calcio italiano alla dimensione che la Figc si augura.
Le ragioni della scelta
Sulle ragioni che lo hanno portato a scegliere proprio Zola, Malagò non ha mai avuto dubbi: “Il suo carisma, la sua preparazione e il suo impegno verso i giovani mostrato in questi anni in Lega Pro rappresentano la base migliore per costruire il nostro futuro”.
A spingere per il 61enne di Oliena è stata in particolare la solidità della ‘riforma’ che porta il suo nome, la piattaforma programmatica da lui ideata nel suo ruolo di vicepresidente vicario della Lega Pro di Matteo Marani. Un piano che mira a trasformare il campionato di Serie C in una vera e propria palestra di talenti per il calcio italiano, incentivando e strutturando l’impiego dei giovani calciatori.
Gianfranco ha meditato a lungo da Londra – casa sua da anni – prima di accettare l’incarico in Figc e ora sciolte le riserve si porterà in attacco per dare il suo contributo: “Ringrazio Malagò per avere pensato a me in questo ruolo a dimostrazione della bontà del progetto portato avanti in Lega Pro con la struttura interna, con i club e con la governance di cui faccio parte. Mi metto a disposizione del movimento azzurro con soddisfazione, slancio e senso del dovere, rivolto soprattutto allo sviluppo e alla crescita dei nuovi talenti italiani”.
Le sue idee sono semplici ma chiare. Avendo giocato in terza divisione fino ai 23 anni, prima alla Nuorese e poi alla Torres, Zola ha sempre sottolineato quanto senza questa categoria “non avrebbe mai giocato in Nazionale”. E ha tradotto la sua esperienza in fatti. A partire da quest’anno in Serie C ci saranno infatti diversi cambiamenti sull’impiego dei giovani. Da qui la sua riforma con tanto di regole. Ogni squadra dovrà tesserare almeno sei giocatori cresciuti nel settore giovanile, che saliranno a 7 dalla stagione 2027/28 e a 8 nel 2028/29. Inoltre, i sei calciatori nel vivaio – nati dopo il 1° gennaio 2004 – non occuperanno i 23 posti della lista. Chi non rispetta la regola sarà multato. Semplice. Perché sono tanti i grandi talenti che hanno vinto un Mondiale partendo dalla Serie C. Per Zola la parola chiave sarà ricostruire e tornare a sviluppare la tecnica individuale. Perché come ha detto lo stesso Ranieri “i nostri allenatori nei settori giovanili non lo fanno più perché vogliono vincere ma ora è arrivato il momento di smetterla”.

