La Fifa sta monitorando l’epidemia di Ebola scoppiata in alcuni Paesi dell’Africa tra cui la Repubblica Democratica del Congo, la cui nazionale è attesa per disputare i Mondiali 2026 di calcio in Messico, Canada e Stati Uniti. “La Fifa è a conoscenza della situazione relativa a un focolaio di Ebola e la sta monitorando attentamente; inoltre è in stretto contatto con la Congo DR Football Association per garantire che la squadra sia informata su tutte le indicazioni mediche e di sicurezza”, ha detto a LaPresse il portavoce della Federazione internazionale di calcio.
“La Fifa continua a collaborare con i governi di tutti e tre i Paesi ospitanti della Fifa World Cup 2026, inclusi il dipartimento di Stato degli Stati Uniti, i CDC e il dipartimento per la Sicurezza Interna, il ministero della Salute del Messico e l’agenzia di Sanità Pubblica del Canada, oltre che con l’Oms, per garantire un torneo sicuro e protetto, poiché la salute di tutte le persone coinvolte rimane la priorità della Fifa”, ha aggiunto.
Zampolli insiste sul ripescaggio dell’Italia: “In Congo c’è l’Ebola”
Sul caso è intervenuto anche Paolo Zampolli, rappresentante speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, che spinge ancora nella speranza di favorire il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali. “Per me è un sogno, io ho detto al presidente Trump ‘nel caso in cui l’Iran non venisse ci sarebbe stata bene l’Italia, sono 16 anni che non andiamo ai Mondiali e tutti i giovani non hanno mai visto l’Italia ai Mondiali, sarebbe ora’. Tutto è possibile, il mio sogno rimane, penso anche che tutti quelli che mi sono andati contro quando dormono hanno il mio stesso sogno. E poi è successa un’altra cosa, purtroppo è scoppiata l’Ebola nel Congo“, ha detto Zampolli, ospite negli studi di “Dritto e rovescio”, su Rete4.
“Ci sono già 500 casi e 150 morti. Hanno cancellato il ritiro in Congo, a Kinshasa, e sembra che stiano mandando i giocatori in Belgio per allenarsi”, ha aggiunto tornando poi sulla presenza della nazionale iraniana. “Ovviamente i giocatori e le squadre sono i benvenuti, ma il segretario di Stato Marco Rubio è stato sincero ed esplicito: i giocatori sono tutti benvenuti e vogliamo che vengano, però se delle persone si intromettono, quando sono nelle liste di persone designate per il terrorismo che sono pericolose per il nostro Paese, queste non avranno mai l’accesso. Ma gli atleti sono i benvenuti”.
Oms: “Epidemia si diffonde rapidamente, in Congo rischio molto elevato”
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato che l’epidemia di Ebola in Congo si sta “diffondendo rapidamente” e rappresenta ora un rischio “molto elevato” a livello nazionale. Ha fatto sapere che l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite sta rivedendo al rialzo il proprio giudizio sul rischio all’interno del Congo, che in precedenza era stato considerato elevato. Il rischio rimane elevato per quanto riguarda la diffusione a livello regionale e basso a livello globale, ha precisato ai giornalisti.
Il capo dell’Oms ha osservato che nella Repubblica Democratica del Congo sono stati confermati 82 casi, con sette decessi accertati, “ma sappiamo che l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo è molto più estesa”. Ha aggiunto che attualmente si contano quasi 750 casi sospetti e 177 decessi sospetti. La situazione nel vicino Uganda è “stabile”, con due casi confermati in persone che avevano viaggiato dal Congo e un decesso.

