Guardiola ct dell’Italia, secondo alcune fonti è “disponibile”

Guardiola ct dell’Italia, secondo alcune fonti è “disponibile”
Pep Guardiola (Foto AP/Kin Cheung)

Lui però frena: “Non allenerò per un po’”

Un sogno per la panchina dell’Italia: il nuovo ct potrebbe essere uno degli allenatori più vincenti degli ultimi anni, Pep Guardiola.

Nel giorno in cui ha ufficializzato il suo addio alla panchina del Manchester City, Guardiola guarda già oltre. Secondo quanto apprende LaPresse da fonti vicine all’allenatore, lo spagnolo si è detto disponibile a discutere un suo possibile incarico di commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio.

Un’ipotesi a cui l’ormai ex guru del City starebbe guardando con interesse. Per lui si tratterebbe di un ritorno in Italia dopo le esperienze da calciatore con le maglie di Roma e Brescia. L’unico ostacolo alla trattativa in questo momento è rappresentato da una Federcalcio in attesa di eleggere il nuovo presidente che si dovrà occupare dell’ingaggio del prossimo ct azzurro.

L’attuale presidente dimissionario Gabriele Gravina si occupa delle questioni di ordinaria amministrazione fino alle elezioni del 22 giugno, dove a contendersi la poltrona di via Allegri saranno Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Al momento, dopo le dimissioni dell’ex ct Gattuso e di parte dello staff tecnico, la Nazionale è nelle mani del tecnico dell’Under 21 Silvio Baldini che la guiderà nelle prossime due amichevoli con Grecia e Lussemburgo.

Lui frena: “Non allenerò per un po’, ora mi riposo”

“Il mio futuro? Riposo. Non allenerò per un po’, altrimenti sarei rimasto qui. Devo fare un passo indietro”. Lo ha detto Pep Guardiola, nel giorno dell’ufficializzazione del suo addio al Manchester City, in conferenza stampa in vista del match di Premier League con l’Aston Villa, la sua ultima partita sulla panchina dei Citizens. L’annuncio ai giocatori è arrivato “questa mattina, il discorso è stato un disastro, ero molto nervoso, più che mai – ha ammesso – Ora ho bisogno di respirare un po’ e rilassarmi, starò fuori un po’. Non si tratta di dieci anni, a parte sei mesi trascorsi a New York, ma di 17-18 anni, con tutti che mi chiedevano ogni tre giorni di fare il triplete e di vincere la Premier League”.

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