Edoardo Motta si prende la scena nella sfida di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio. Il giovane portiere, approdato in biancoceleste lo scorso gennaio dalla Reggiana per 1,2 milioni di euro dopo la partenza di Mandas direzione Bournemouth, ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista. A marzo diventa titolare complice l’infortunio alla spalla di Ivan Provedel e in Serie A mette insieme sei presenze, incassando appena tre reti.
A Bergamo la sua prestazione è decisiva: nel finale salva il risultato con un intervento prodigioso sul colpo di testa di Gianluca Scamacca. Poi si esalta ai calci di rigore, dove diventa l’eroe della serata parando quattro tentativi su cinque e trascinando la squadra di Maurizio Sarri in finale contro l’Inter, in programma il 13 maggio allo stadio Olimpico.
Non è la prima volta che Motta si mette in evidenza dagli undici metri: in stagione aveva già neutralizzato un rigore a Riccardo Orsolini contro il Bologna. Numeri importanti per un portiere di appena 21 anni, che tra i pali mostra sangue freddo, maturità e una personalità fuori dal comune.

Sarri: “Motta deve avere nella testa di migliorare ancora”
Il portiere Edoardo Motta “è un ragazzo che ha parato cinque rigori su sei” tra Serie A e Coppa Italia, “ha delle prospettive e ha ancora ampi margini di crescita. Deve avere nella testa di dover migliorare ancora”. Lo ha dichiarato Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, ai microfoni di Italia 1, al termine della semifinale di Coppa Italia vinta contro l’Atalanta.
Il tecnico biancoceleste ha voluto sottolineare non solo le qualità già evidenti del giovane estremo difensore, ma anche l’importanza di mantenere alta la concentrazione e la fame di crescita. Parole che suonano come un’investitura, ma allo stesso tempo come un invito a non accontentarsi, in un momento in cui Motta si sta ritagliando uno spazio sempre più importante all’interno della squadra.

Arrivato a gennaio e chiamato in causa anche per via dell’infortunio di Provedel, il giovane portiere ha risposto con prestazioni solide e decisive, guadagnandosi la fiducia dell’allenatore e dei compagni. Le sue parate, in particolare quelle dal dischetto, stanno diventando un marchio di fabbrica e un’arma preziosa per la Lazio.
Da Safanov a Duckadam: i precedenti
L’impresa di Motta ha illustri precedenti. Matvey Safonov, estremo difensore del Paris Saint-Germain, lo scorso 17 dicembre, nella finale della Coppa Intercontinentale Fifa contro il Flamengo, è riuscito a neutralizzare 4 rigori sui 5, consentendo ai transalpini di conquistare il titolo mondiale. Ma quando si parla di portieri “para rigori”, il pensiero non può che andare al grande Helmut Duckadam, portiere dello Steaua Bucarest, che nella finale di Coppa dei Campioni del 1986 contro il Barcellona, riuscì a neutralizzare tutti e quattro i rigori calciati dai giocatori blaugrana Alexanko, Pedraza, Pichi Alonso e Marcos, vincendo il torneo continentale ed entrando di diritto nella storia del calcio.


