Marmolada, georadar e droni sul ghiacciaio alla ricerca di segnali di instabilità

Tre anni dopo il tragico crollo del luglio 2022, il Gruppo di lavoro glaciologico-geofisico per lo studio della Marmolada — che comprende dell’Università di Parma e l’Università di Padova, con ricercatori dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) — ha avviato una campagna di indagini geofisiche sul ghiacciaio di Punta Penia, completando nei giorni scorsi le misure sul campo. L’obiettivo è stabilire se questo settore residuale del ghiacciaio della Marmolada presenti condizioni di instabilità potenziale: forma, quota e dimensioni, osservate in superficie, indicano la necessità di un’analisi approfondita. I dati raccolti con georadar multibanda su drone e da terra saranno ora elaborati per costruire modelli numerici della massa glaciale e valutare gli scenari di pericolosità, anche in previsione delle future ondate di calore. Lo stesso approccio sarà esteso all’Adamello, il più grande ghiacciaio delle Alpi italiane.