(LaPresse) Lo chef danese René Redzepi ha annunciato le sue dimissioni con un video pubblicato su Instagram, rivolgendosi ai dipendenti visibilmente commossi. Redzepi lascia la guida del celebre ristorante Noma e il consiglio della fondazione MAD, l’organizzazione no-profit che aveva fondato nel 2011. La decisione arriva dopo le accuse di violenza ricevute e le polemiche scatenate da un’inchiesta pubblicata dal The New York Times, in cui decine di ex dipendenti hanno raccontato di aver subito o assistito a maltrattamenti fisici e psicologici nelle cucine del Noma a Copenaghen, oggi chiuso. Considerato uno degli chef più influenti al mondo e tra i fondatori della cosiddetta “nuova cucina nordica”, Redzepi ha riconosciuto di aver avuto comportamenti sbagliati in passato, sostenendo però di essere cambiato. Nel frattempo prosegue la residenza temporanea del Noma a Los Angeles, inaugurata in una villa nel quartiere di Silver Lake. Il progetto itinerante continuerà ancora per circa quindici giorni con cene da 1.500 dollari a persona, ma senza la presenza dello chef. All’esterno della villa si sono svolte anche proteste guidate dall’attivista Jason Ignacio White, che aveva già organizzato mobilitazioni legate al Noma insieme all’associazione One Fair Wage. Le manifestazioni chiedono migliori condizioni di lavoro nel settore della ristorazione e maggiore tutela per il personale delle cucine.
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