“Mancano 7 giorni alla partenza del volo che vedrà 100 partecipanti da oltre 17 paesi partire e arrivare a Cuba. Lo stiamo facendo perché la situazione a Cuba, dopo il 29 gennaio, ha continuato a peggiorare. Lo strangolamento che Trump sta applicando a questa piccola isola è qualcosa che non si può neanche raccontare, se non scoprendola con i propri occhi. Sta finendo il combustibile per i trasporti, stanno chiudendo le scuole, le terapie intensive. Le persone non hanno corrente per cucinare. Trump sta asfissiando un popolo”. Così Roberto Forte, vicepresidente di AICEC (Agenzia di Interscambio Culturale ed Economico con Cuba), l’agenzia che sta organizzando la missione umanitaria dell’European Convoy for Cuba. “Noi abbiamo deciso – continua Forte – di mettere i nostri corpi e i nostri volti di fronte a quello che sta succedendo”. La partenza del convoglio, composto da politici, sindacalisti, attivisti, medici, infermieri, è prevista per il 17 marzo e “200 scatole di medicinali che stiamo raccogliendo in tutta Italia”. L’obiettivo, prefissato per il 21 marzo, è di riunirsi alla ‘Nuestra American Convoy’ che unisce le missioni di altri paesi: “Il 21 saremo in migliaia a L’Avana a testimoniare che un altro mondo è possibile”.
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