Per l’opera inaugurale alla Fenice di Venezia, ‘La clemenza di Tito’ (Orchestra e Coro del Teatro La Fenice, direttore Ivor Bolton, regia Paul Curran), i sindacati delle maestranze e dei lavoratori del teatro hanno protestato all’esterno dell’edificio contro la nomina a direttore musicale di Beatrice Venezi. “Non intendiamo fermare la musica – legge un rappresentante dei lavoratori del teatro – ma ricordare che la musica vive solo se chi la crea è rispettato. Il nostro amore per questo teatro non si spegne.” In una nota, mercoledì, la Rsu della Fenice aveva informato “il pubblico e gli organi di stampa che la Direzione della Fondazione ha negato alla rappresentanza dei lavoratori la possibilità di leggere un breve comunicato prima dell’inaugurazione della Stagione 2025/2026. Si tratta dell’ennesimo segnale di una gestione sempre più chiusa, autoritaria e impermeabile al dialogo. In un momento già gravissimo per la vita interna del Teatro – segnato da decisioni calate dall’alto, processi non trasparenti e totale assenza di confronto – riteniamo inaccettabile che ai lavoratori venga impedito persino di rivolgere poche parole, rispettose e necessarie, al proprio pubblico”. La Fenice, prosegue la Rsu, “appartiene alla città, non a chi la governa pro tempore. Il pubblico ha diritto di sapere cosa sta accadendo all’interno della Fondazione e quali rischi corre il futuro artistico e professionale del teatro. Pur di non arrecare alcun danno alle spettatrici, agli spettatori e alla Fondazione stessa, le lavoratrici e i lavoratori hanno responsabilmente scelto di non proclamare lo sciopero. Una decisione che testimonia il forte senso di responsabilità di chi, ogni giorno, garantisce con professionalità la vita artistica del Teatro“.
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