(LaPresse) Le malattie neurodegenerative rappresentano una delle sfide più urgenti e complesse per la salute pubblica contemporanea con un impatto crescente sulla qualità della vita, sui sistemi assistenziali e sull’equilibrio socio-economico del Paese. Alzheimer e demenze, Parkinson e Sla coinvolgono oggi milioni di persone in tutto il mondo con tassi di crescita per il futuro preoccupanti. I numeri tracciano scenari su cui la Artemisia Accademy ha voluto concentrare il proprio impegno formativo rivolto al personale specializzato, partendo da tre esigenze fondamentali riguardanti le malattie neurodegenerative: diagnosi precoci e affidabili, gestione multidimensionale del paziente, e formazione continua. “Il corso Ecm (Educazione Continua in Medicina) di questa mattina – spiega Mariastella Giorlandino, presidente della Artemisia Accademy a margine del corso “Demenze e neurodegenerazione: innovazione diagnostica e approcci terapeutici integrati” che si è svolto nella sede di Artemsia a via Tuscolana, a Roma, è progettato per integrare competenze da diverse discipline. “Un approccio fondamentale – aggiunge ancora – per migliorare le diagnosi differenziali, favorire l’umanizzazione della cura, promuovere una presa in carico e una cura appropriata centrata sulla persona e sulla famiglia”. “È un tema – chiude Giorlandino – che abbiamo fortemente voluto perché le malattie neurodegenerative stanno aumentando tantissimo”. “Ad oggi parliamo di nuove frontiere della sanità per queste malattie perché grazie alle ricerche scientifiche di laboratorio possiamo dire con buona probabilità che ci sarà la possibilità di incidere in senso profondo sull’andamento di queste malattie – avverte Nicola Biagio Mercuri, professore onorario di Neurologia all’Università di Tor Vergata -. Sicuramente per l’Alzheimer ma anche per il Parkinson e la Sla”. “Noi stiamo affrontando un momento interessante e direi entusiasmante – sottolinea Giuseppe Bruno, direttore del centro disturbi cognitivi e demenze del Policlinico Umberto I di Roma – perché saranno a breve disponibili nuove terapie per l’Alzheimer che ci auguriamo possano rappresentare un cambiamento di paradigma per questa malattia. Un cambiamento rappresentato dal fatto che queste terapie interagiscono con i meccanismi patogenetici della malattia modificandone la progressione nel corso del tempo”. Quello di questa mattina è solo uno dei tanti appuntamenti che Artemisia organizza in tema di formazione. Il 18 novembre presso l’università Guglielmo Marconi, ce ne sarà un altro su un tema altrettanto importante come la violenza di genere ma non solo.
