“Noi abbiamo fatto la scelta di una raccolta fondi che indirizzeremo a chi oggi gestisce la chiesa di Gaza. Siamo molto ovviamente preoccupati per lo sterminio sistematico del popolo palestinese. Pensiamo che in questo periodo sia necessario che tutta l’opinione pubblica faccia sentire la propria voce al nostro governo e all’Europa perché non si può stare fermi. Ci sentiamo sempre con i colleghi del sindacato però siamo tre organizzazioni sindacali diverse e, quindi, ci sono scelte, modi e sensibilità diverse. Non che ci sia una minore sensibilità nei confronti nei confronti del popolo palestinese, ma noi pensiamo sia opportuno fare altro per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica“. Così Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, in merito alla mancata partecipazione del suo sindacato allo sciopero lanciato dalla Cgil per il 19 settembre in supporto del popolo palestinese. Le sue parole a margine di un incontro a Roma tra le sigle confederate e il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. “Noi dovremmo unire sul tema di Gaza, far capire che è necessario fare di più. Magari fare quello che chiede la Commissione Europea, quello che chiedono i sindacati europei e quello mondiale, e fare pressioni sull’Europa perché finalmente faccia qualche scelta più forte per limitare l’azione di un criminale di guerra, che secondo me è Netanyahu“, ha aggiunto il leader sindacale.
