La Spagna sta affrontando una delle peggiori stagioni di incendi degli ultimi decenni, con diversi roghi attivi martedì nonostante il calo delle temperature nella Penisola Iberica. Migliaia di vigili del fuoco, affiancati da soldati e aerei antincendio, sono impegnati soprattutto nel nord-ovest del Paese, in particolare in Galizia, dove il rischio incendi resta “molto alto o estremo” secondo l’agenzia meteorologica AEMET. In molte aree rurali, gli abitanti sono stati costretti a intervenire prima dell’arrivo dei soccorsi. Rinforzi dalla Germania sono giunti per aiutare nelle operazioni, e oltre 20 mezzi sono stati impiegati contro un vasto incendio a Jarilla, nella regione dell’Estremadura. Il premier Pedro Sánchez ha visitato la zona, annunciando lo stato d’emergenza per le aree colpite, misura che prevede fondi per la ricostruzione. Da inizio anno, gli incendi hanno causato 4 vittime e distrutto oltre 382.000 ettari, più del doppio della superficie dell’area metropolitana di Londra. Molti roghi sono di origine dolosa: 23 persone sono state arrestate e 89 sono sotto indagine. Secondo il servizio climatico Copernicus, l’Europa si sta riscaldando al doppio della media globale, rendendo fenomeni come ondate di calore e siccità sempre più frequenti e intensi, e aumentando il rischio di incendi.
