Iran, Usa pronti a guidare navi nello Stretto di Hormuz. Trump: “Positivi contatti con Teheran” – la diretta

Iran, Usa pronti a guidare navi nello Stretto di Hormuz. Trump: “Positivi contatti con Teheran” – la diretta
Lo Stretto di Hormuz (AP Photo/Asghar Besharati) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

L’alto funzionario iraniano Ebrahim Azizi: qualsiasi interferenza statunitense sarebbe una violazione del cessate il fuoco

 Il presidente americano Donald Trump ha affermato che i suoi rappresentanti “stanno avendo colloqui molto positivi” con l’Iran. Il Ministero degli Esteri – riferisce la Cnn – iraniano ha dichiarato che Teheran sta esaminando la risposta statunitense alla sua ultima proposta di pace. Intanto le forze statunitensi inizieranno oggi a guidare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, in un’operazione che, secondo un funzionario statunitense, non è una missione di scorta. Il presidente Trump ha annunciato l’operazione domenica, affermando che “paesi di tutto il mondo, quasi tutti non coinvolti nella disputa mediorientale”, hanno chiesto agli Stati Uniti di liberare le navi “bloccate” nello stretto strategico. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che “sosterrà le navi mercantili che cercano di transitare liberamente attraverso l’essenziale corridoio commerciale internazionale”. L’alto funzionario iraniano Ebrahim Azizi ha avvertito che qualsiasi interferenza statunitense nello stretto sarebbe considerata una violazione del cessate il fuoco. 

Guerra in Iran
Inizio diretta: 04/05/26 07:00
Fine diretta: 05/05/26 00:00
Teheran: "Colloqui a rilento perché da Usa richieste eccessive"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei ha affermato: “Abbiamo ricevuto una risposta dagli Stati Uniti, che stanno avendo difficoltà a rinunciare alle loro richieste eccessive. È colpa loro se il processo diplomatico per porre fine alla guerra procede a rilento”. Lo riporta Ynet.

Teheran, in corso colloqui con Oman per passaggio navi a Hormuz

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che “sono in corso colloqui con l’Oman riguardo a un protocollo per il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz”. 

Teheran: "Nostre forze armate sanno come rispondere a minacce Usa"

Il ministero degli Esteri iraniano ha affermato che le forze armate del Paese sanno come rispondere alle minacce degli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato il ‘Project Freedom’ per aiutare le navi in difficoltà nello Stretto di Hormuz. “La Repubblica islamica ha dimostrato di considerarsi la custode e la protettrice dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, aggiungendo che gli Stati Uniti continuano a fare richieste eccessive e illimitate nei rapporti con Teheran. “L’abitudine degli Stati Uniti a avanzare richieste eccessive e illimitate non accenna a finire”, ha detto. Lo riporta Iran International. 

Cacciamine tedesco Fulda nel Mediterraneo per possibile impiego a Hormuz

 In vista di un possibile dispiegamento per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, il cacciamine della Marina tedesca ‘Fulda’ partirà oggi dalla base navale di Kiel-Wik diretto verso il Mediterraneo. Secondo il ministero della Difesa tedesco, il dispiegamento rappresenta una misura preliminare di posizionamento. Il dispiegamento nello Stretto di Hormuz richiede un mandato del Bundestag. Qualora i parlamentari dessero il via libera, la nave si troverebbe quindi più vicina alla sua destinazione finale. La ‘Fulda’ verrà ritirata dalla missione Nato nel Mare del Nord e nel Mar Baltico e inizialmente integrata in un gruppo Nato per le contromisure antimine nel Mediterraneo. Domenica, il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha esortato il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, a “riaprire immediatamente” lo Stretto, cruciale per il commercio petrolifero e di fatto bloccato dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran . Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, aveva già annunciato il dispiegamento. Una portavoce del ministero ha spiegato che il “dispiegamento anticipato” avrebbe “risparmiato tempo prezioso per impiegare rapidamente le capacità di caccia mine della ‘Fulda’, molto apprezzate all’interno dell’alleanza, una volta soddisfatte le condizioni stabilite dal governo federale”. 

Takaichi: "Chusura Hormuz ha avuto impatto enorme su Indo-Pacifico"

“La chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz ha avuto un impatto enorme sull’Indo-Pacifico. Abbiamo affermato che Giappone e Australia comunicheranno strettamente tra loro per rispondere con senso di urgenza”. Lo ha detto la premier giapponese Sanae Takaichi ai giornalisti durante la sua visita in Australia. L’Australia fornisce quasi la metà del gas naturale liquefatto del Giappone, che è uno dei primi cinque fornitori di benzina raffinata e diesel di Canberra. Un accordo tra i due Paesi, ha affermato il premier australiano Anthony Albanese, “significherà una minore vulnerabilità agli shock globali come quelli a cui stiamo assistendo in questo momento a causa del conflitto in Medio Oriente”. “La nostra dichiarazione congiunta sulla sicurezza energetica ribadisce il nostro impegno a superare insieme l’attuale crisi energetica e a mantenere flussi commerciali aperti di beni energetici essenziali, inclusi i combustibili liquidi e il gas”, ha aggiunto.

Macron: "Project Freedom’ di Trump? Non parteciperemo a operazioni poco chiare"

“Qual è il messaggio di oggi della Comunità politica europea a Donald Trump? Non è tanto un messaggio per qualcuno, quanto per noi stessi. Noi europei stiamo costruendo le nostre soluzioni di sicurezza. È ciò che abbiamo deciso di fare già dal 2022, con la creazione della Comunità politica europea. È ciò che abbiamo fatto creando una ‘coalizione di volenterosi’ per fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina. È ciò che abbiamo fatto con la missione per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Non è una reazione a qualcuno: gli europei stanno prendendo in mano il proprio destino, aumentando le spese per difesa e sicurezza e costruendo soluzioni comuni”. Così il presidente francese Emmanuel Macron, al suo arrivo ai lavori del vertice della Cpe a Erevan, in Armenia. A chi gli chiedeva se prenderà parte all’iniziativa Project Freedom annunciata da Trump per liberare le navi nello Stretto di Hormuz, Macron ha quindi risposto: “Non so a quale iniziativa si riferisca. Dieci giorni fa ci siamo mobilitati subito dopo la dichiarazione del cessate il fuoco per fare due cose. Avevo parlato con il presidente Trump e con il presidente Pezeshkian. Il cessate il fuoco doveva includere il Libano e permettere la riapertura dello Stretto di Hormuz. Oggi osservo la situazione. Se gli Stati Uniti vogliono riaprire lo Stretto di Hormuz, e sono pronti a farlo, è molto positivo: è ciò che chiediamo fin dall’inizio. Tuttavia, non parteciperemo a operazioni di forza il cui quadro, per quanto mi riguarda, non appare chiaro. Auspichiamo una riapertura concertata tra Iran e Stati Uniti. È l’unica soluzione duratura per riaprire lo Stretto di Hormuz, garantire la libera navigazione senza restrizioni né pedaggi”. “Infine – ha concluso Macron – voglio ribadire che è essenziale che il cessate il fuoco sia rispettato in Libano. Nella notte scorsa si sono registrate ancora diverse decine di morti. È fondamentale che il cessate il fuoco venga rispettato: è un impegno preso dalle parti, per la sovranità e l’indipendenza del Libano e per la protezione delle popolazioni civili”. 

Usa evacuano 22 membri equipaggio di nave Teheran sequestrata

 Il governo pakistano ha reso noto che 22 membri dell’equipaggio di una nave portacontainer iraniana sequestrata sono stati evacuati dagli Stati Uniti in Pakistan. I membri dell’equipaggio saranno consegnati alle autorità iraniane oggi, si legge in un comunicato, che aggiunge che la nave sarà riportata nelle acque pakistane per essere restituita ai proprietari originari dopo le riparazioni necessarie. Lo riporta Iran International. 

Iran: eseguite condanne a morte di 3 manifestanti

 In Iran è stata eseguita la condanna a morte di altri 3 manifestanti. Si tratta di Mehdi Rasouli e Mohammadreza Miri, descritti dal regime come “elementi del Mossad” coinvolti in quello che le autorità hanno definito un “colpo di stato” nel gennaio 2026, ed Ebrahim Dolatabadi, descritto come una figura chiave nei disordini nella zona di Tabarsi. I media statali hanno affermato che Rasouli e Miri hanno avuto un “ruolo diretto” nell’uccisione di un membro delle forze di sicurezza iraniane durante le proteste, mentre Dolatabadi è stato accusato di aver guidato i gruppi coinvolti negli scontri che hanno provocato ulteriori morti. Secondo le organizzazioni per i diritti umani, l’Iran ha eseguito almeno 25 condanne a morte di prigionieri politici dall’inizio degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele, il 28 febbraio.

Media: iniziativa Usa per Hormuz non prevede scorta 'diretta' a navi

 Funzionari statunitensi hanno precisato che la nuova iniziativa degli Stati Uniti per lo Stretto di Hormuz non comporterà necessariamente la scorta diretta della Marina statunitense alle navi commerciali. Le navi militari si limiteranno a operare “nelle vicinanze” e saranno pronte a intervenire qualora l’esercito iraniano prendesse di mira le navi mercantili. Lo hanno riferito due funzionari ad Axios, aggiungendo che gli Stati Uniti forniranno alle navi commerciali anche indicazioni sulle rotte più sicure attraverso lo stretto, comprese le rotte ritenute prive di mine.

Teheran: "Forze Usa saranno attaccate se si avvicinano a Stretto Hormuz"

Il comando militare congiunto iraniano ha avvertito che le forze armate statunitensi verrebbero attaccate se tentassero di avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz. “Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’aggressiva forza militare statunitense, sarà presa di mira se intende avvicinarsi o entrare nello Stretto di Hormuz”, ha affermato il comando militare congiunto Khatam al-Anbiya. Lo riporta Iran International. Secondo la dichiarazione, qualsiasi tentativo da parte degli Stati Uniti di modificare la situazione attuale non farebbe altro che complicare ulteriormente le cose e mettere in pericolo le imbarcazioni presenti nell’area. Ha inoltre aggiunto che il passaggio sicuro attraverso lo stretto deve essere coordinato con le forze armate iraniane.  “Abbiamo ripetutamente affermato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è nelle mani delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e che qualsiasi passaggio e navigazione sicura, in qualsiasi situazione, avverrà in coordinamento con le forze armate”, ha affermato Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, avvertendo che “qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’esercito americano invasore, verrà attaccata se tenterà di avvicinarsi e di entrare nello Stretto di Hormuz”. Lo riporta Bbc Persian.

Teheran: "Ogni interferenza Usa a Hormuz è violazione cessate il fuoco"

 “Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco”. È quanto ha scritto in un post sul social X Ebrahim Azizi, capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, dopo l’annuncio del Progetto Freedom da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Lo Stretto di Hormuz e il Golfo Persico non saranno gestiti dai post deliranti di Trump!”, ha aggiunto Azizi.

Centcom: "Oltre 100 velivoli per scortare navi in Stretto Hormuz"

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha affermato che l’iniziativa ‘Progetto Freedom’, annunciata ieri dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per scortare le navi in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, avrebbe coinvolto cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli e 15.000 membri delle forze armate. Trump, in un post sul social Truth, ha descritto l’iniziativa come un gesto umanitario “a nome degli Stati Uniti, dei paesi del Medio Oriente ma, in particolare, dell’Iran”. Ha però lanciato un avvertimento: “Se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario venisse ostacolato, tale interferenza dovrà, purtroppo, essere affrontata con la forza”.

Kallas: "Diversificare rotte commerciali e ridurre rischi"

“Con quello che vediamo accadere in Medio Oriente, che tutti stanno cercando di diversificare le rotte commerciali e di ridurre il rischio che una di queste venga chiusa. Ed è per questo che la connettività e queste rotte sono estremamente importanti. Dobbiamo quindi valutare cosa possiamo fare in questo senso e chi sono i nostri partner”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando alla riunione della Comunità politica europea a Yerevan, in Armenia. Kallas sottolinea poi “l’importanza” del Corridoio di mezzo, rotta che collega l’Asia e l’Europa passando per il Caspio, il Caucaso e la Turchia. 

Esercito britannico: 2 navi colpite nello stretto di Hormuz

L’esercito britannico rende noto che almeno due navi sono state colpite da alcuni proiettili nello Stretto di Hormuz. La nave sarebbe stata attaccata da diverse piccole imbarcazioni, secondo quanto riportato dal Centro per le operazioni marittime del Regno Unito (UKMT), mentre un’altra nave è stata colpita da “proiettili non identificati”. Si tratta degli ultimi di almeno una ventina di attacchi avvenuti nello stretto e nelle zone circostanti dall’inizio della guerra con l’Iran, e un monito sui rischi che si corrono se la nuova offensiva statunitense dovesse proseguire. Non sono stati segnalati feriti. La prima nave era una nave mercantile non identificata che viaggiava verso nord vicino a Sirik, in Iran, a est dello stretto, secondo quanto riferito dall’osservatorio britannico. Le autorità iraniane hanno affermato di controllare lo stretto e che le navi non affiliate agli Stati Uniti o a Israele possono transitarvi pagando un pedaggio, sfidando la libertà di navigazione garantita dal diritto internazionale. L’Iran ha negato l’attacco, secondo quanto riportato dalle testate semi-ufficiali iraniane Fars e Tabnak, affermando che una nave di passaggio era stata fermata per un controllo dei documenti nell’ambito delle attività di monitoraggio. La seconda nave era una petroliera che ha segnalato di essere stata colpita intorno alle 23:40. Domenica, al largo di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti. 

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