Il campione olimpico: "L’obiettivo dovrebbe essere tra le le cinque e le otto medaglie ma fare un'impressione è quasi impossibile"

Alfiere azzurro per quasi 20 anni con due ori mondiali nella gara regina dei 100sl e un bronzo olimpico in staffetta ad Atene 2004, chi meglio di Filippo Magnini può provare a fare una previsione su quello che succederà nella piscina del nuoto alle imminenti Olimpiadi di Parigi. Reduce dalle sette medaglie di Tokyo, sei in piscina e una nelle acque libere, in Francia l’obiettivo degli Azzurri è ripetersi e provare a fare meglio conquistando magari quell’oro che tre anni fa è sfuggito.

Magnini: “L’obiettivo dovrebbe essere tra le le cinque e le otto medaglie”

“Fare una previsione su un numero di medaglie è quasi impossibile, la fortuna dello sport è che non è matematica. Altrimenti gareggerebbero solo i primi tre che sanno di vincere. Le Olimpiadi soprattutto sono qualcosa dove le carte vengono mischiate e fino all’ultimo non si può capire chi vincerà. Anche perché ci sono tanti turni: qualifiche, semifinali e finali. Quindi capita anche che atleti forti restano fuori per centesimi”, ha detto a LaPresse Magnini. Per quanto riguarda le speranze azzurre “è difficile, ma ovviamente ci si aspetta una medaglia da Quadarella, da Ceccon, da Paltrinieri, da Martinenghi e Pilato. Penso anche nelle staffette possiamo fare bene. In teoria l’obiettivo dovrebbe essere tra le le cinque e le otto medaglie. Ma ci auguriamo che i nostri Azzurri facciano degli exploit e possano raccogliere più medaglie possibili”.

Paltrinieri capitano e alfiere

Il capitano e alfiere azzurro del nuoto sarà ancora Gregorio Paltrinieri, che si aspettava forse di essere lui il portabandiera azzurro nella cerimonia di apertura. Invece sono stati scelti il suo amico Gimbo Tamberi insieme ad Arianna Errigo. “Di solito il portabandiera è un atleta che non rappresenta soltanto uno sport. A Tokyo era stata Federica Pellegrini ed era difficile fare un altro nuotatore, bisogna comunque ruotare. Ovviamente è l’onore più grande e quindi Paltrinieri sarà rimasto un po’ dispiaciuto – ha detto Magnini – però in pochi sanno che il nuoto è la prima specialità e la cerimonia di apertura è una cosa stancante. Io ho fatto quattro olimpiadi e solo l’ultima volta ho deciso di partecipare. Ma pensate che un atleta deve restare lì anche otto-dieci ore in piedi per arrivare nello stadio e fare la sfilata, il giorno dopo ci sono già le gare di nuoto. Per questo io personalmente l’ho sempre evitata. Diciamo che così il nostro Paltrinieri sarà fresco e riposato per puntare alle medaglie”.

Per super Greg questa sarà forse l’ultima olimpiade e si cerca da tempo un suo erede, il sogno è avere anche nel nuovo un numero uno come Jannik Sinner nel tennis. “Io penso che giovani forti ci sono già e nasceranno anche in futuro. Arrivare al numero 1 del mondo è qualcosa di pazzesco, diciamo che negli altri sport li abbiamo già avuti mentre nel tennis non c’era mai stato. Penso che Sinner aprirà la strada ad altri giovani campioni – ha detto Magnini – perché quando si vede un italiano che è riuscito a fare qualcosa di grande allora ci si chiede: se lo ha fatto Jannik posso farcela anche io. Lui ha dato la possibilità di sognare e così è anche negli altri sport”.

Gli avversari 

Tornando a Parigi 2024, al di là degli italiani sarà una Olimpiade senza una star indiscussa e con tanti atleti che punteranno a fare la parte del leone. “Tra le donne Ledecky se arriverà nelle condizioni migliori di forma non ha avversari, perché ha un margine abbastanza grosso a parte forse nei 400 stile libero dove non penso riuscirà a vincere perché ci sono le australiane e le cinesi che sono molto forti. Anche negli 800sl potrebbe faticare, dipende da Titmus se deciderà di farli – ha spiegato Magnini – mentre nei 1500sl in teoria non dovrebbe avere avversarie. Penso che qualche oro se lo porterà a casa. Anche la 4×200 sl americana femminile è molto buona”. “Tra gli uomini mi aspetto grandi cose da Dressel, si è tolto il peso di doversi qualificare e può fare una ottima olimpiadi”, ha aggiunto. Grandi aspettative ci sono anche per la Francia padrona di casa, che secondo Magnini “ha dei begli alfieri con Léon Marchand nei 200 e 400 misti, nei 200 rana. E’ un atleta da cui si aspettano tanto, ha battuto il record del mondo di Phelps nei 400 misti dopo tanto tempo, un record pazzesco per cui penso andrà a caccia di 2-3 ori. E’ tornato Florent Manaudou, fratello d’arte, che ha già vinto le Olimpiadi nel 2012 ed è stato argento nel 2016. Qui a casa sua può fare bene. Attenzione anche a Maxime Grousset che ha fatto 47”3 nei 100 sl ed è il campione del mondo dei 100 delfino, anche lui può lottare per un paio di medaglie”.

Atleti cinesi positivi al doping

Ma a Parigi ci saranno anche 23 atleti cinesi trovati positivi al doping, alcuni vincitori di medaglie in passato, e a cui è stato dato l’ok per partecipare. Un argomento spinoso, quello del doping, che Magnini ha vissuto sulla sua pelle. “Puntare il dito solo su una nazione è brutto, ma è ovvio che in questo caso stiamo parlando di atleti trovati positivi e non squalificati quando sappiamo benissimo come sono stati trattati altri atleti, come me ad esempio. In questo caso c’è stato grande clamore – ha dichiarato l’ex oro iridato nei 100sl – sperando magari di ottenere qualche medaglia in più senza i cinesi squalificati, mentre quando c’è stato da difendere un atleta italiano innocente non c’è stato lo stesso rumore. Ma questa è una cosa che dico io. Certamente è un peccato vedere nuotare atleti che hanno un’ombra sulle spalle, perché lo sport deve essere trasparente e pulito. Vedere questi valori calpestati dando loro la possibilità di gareggiare è molto brutto”.

L’esclusione della Russia

Altro argomento spinoso è quello della partecipazione come atleti individuali di russi e bielorussi a causa della guerra in Ucraina. “Per quanto riguarda la Russia, io inizialmente ero d’accordo nel bloccare gli atleti di certe nazioni per dare anche un segnale forte. Una volta le guerre venivano fermate durante le Olimpiadi, adesso si fermano atleti olimpici perché ci sono le guerre. Il mondo va al rovescio. Però continuare a vedere Olimpiadi, mondiali ed europei senza la squadra russa, che è una delle più forti, è come vedere mozzato il nostro sport e quello è un peccato”, ha concluso Magnini.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata