Dl Covid: Lega si smarca di nuovo e spacca maggioranza, ma lo stop al green pass non passa

Dl Covid: Lega si smarca di nuovo e spacca maggioranza, ma lo stop al green pass non passa
Conferenza stampa di Matteo Salvini sui referendum approvati dalla Consulta

Il governo ‘tiene’ e, a differenza della scorsa settimana, non va sotto in commissione Affari Sociali della Camera

Niente bis del Milleproroghe, nonostante il nuovo ‘strappo’ della Lega stavolta sul dl Covid. Il governo ‘tiene’ e, a differenza della scorsa settimana, non va sotto in commissione Affari Sociali della Camera dove il partito di Matteo Salvini si smarca ancora una volta dalla maggioranza presentando un emendamento – a prima firma del deputato leghista Massimiliano Panizzut e con parere contrario dell’esecutivo – che puntava all’abrogazione delle disposizioni in materia di impiego del green pass dalla cessazione dello stato di emergenza previsto per il 31 marzo. La commissione, presidiata dai capigruppo di Pd e M5S Debora Serracchiani e Davide Crippa – e dopo uno stop and go dei lavori necessario per consentire alla maggioranza di riunirsi – alla fine ha respinto l’emendamento con 22 voti contrari (arrivati dal ‘blocco’ Pd, M5s, Iv, Leu) e 13 a favore (Lega, Fdi e Alternativa). Astenuti i cinque deputati di Forza Italia come annunciato prima del voto da Roberto Bagnasco, capogruppo azzurro in commissione. “È un tema condiviso – le sue parole – ma la tenuta della maggioranza è più importante”.

Maggioranza che però, dopo che la Lega ha deciso di non ritirare l’emendamento, ha temuto di rivivere quanto capitato col Milleproroghe. E stavolta l’incognita fino all’ultimo è stata rappresentata dall’orientamento del M5S sul tema. Diversi parlamentari del Movimento, infatti, nei giorni scorsi avevano espresso più di qualche perplessità sulla necessità di continuare ad adottare la certificazione verde Covid anche dopo la fine dello stato di emergenza. Un ‘mood’ cavalcato fino all’ultimo dal Carroccio come testimoniato dai numerosi post su Twitter del deputato leghista Claudio Borghi il quale, non appena saputo dell’astensione di FI (che sul tetto al denaro contante si era invece schierata assieme agli alleati di centrodestra), ha tentato di compattare il fronte gialloverde per “metterci alle spalle questo brutto periodo”. “Diventa sempre più importante il voto del M5S – cinguettava Borghi prima del passaggio in Commissione nella Sala del Mappamondo –. Mi risulta che alcuni deputati del M5S si siano presentati in commissione per cercare di convincere i loro colleghi perché votino per la libertà dal green pass. Li ringrazio di cuore, non è una questione di partiti o maggioranze. Sui diritti fondamentali dell’Uomo non c’è destra e sinistra”. E ancora: “Pare che in Commissione alcuni deputati del m5s vorrebbero intervenire a favore dell’abolizione del green pass ma non possono perché in dichiarazione di voto chi non è della commissione non può parlare”. Il riferimento sarebbe alla deputata pentastellata Marialuisa Faro, in effetti stoppata dalla presidente della Commissione al momento di parlare.

Al momento della verità, comunque, l’emendamento è stato respinto. “Bocciato per pochi voti – ha ammesso lo stesso Borghi via social, tenendo però il punto –. Vista la rilevanza del tema credo che l’emendamento debba essere ripresentato e discusso in Aula”. E la commissione Affari sociali chiude la giornata dando il mandato al relatore, con l’astensione della Lega. Insomma, se il governo decidesse di non mettere la fiducia al provvedimento, la partita potrebbe non essere chiusa.

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