Fastidioso, persistente, talvolta insopportabile: il prurito è uno dei sintomi più diffusi e, nelle forme croniche, può incidere sulla qualità della vita in modo paragonabile al dolore cronico. Non solo un disturbo cutaneo, ma una condizione complessa che può nascondere patologie sistemiche, influenzare profondamente il benessere psicologico e richiedere un approccio clinico altamente specializzato.
Il convegno della Sidemast
L’importanza del prurito e le più moderne terapie per ridurne gli effetti sono al centro del congresso della Sidemast, la Società italiana di dermatologia e malattie sessualmente trasmesse, ospitato dal Palacongressi di Rimini dal 21 al 24 aprile.
“In dermatologia stiamo assistendo a un vero cambio di paradigma: non trattiamo più solo il sintomo, ma il paziente nella sua specificità biologica”, spiega Paolo Amerio, ordinario di Dermatologia e venereologia e presidente del 99° congresso nazionale Sidemast. “La medicina di precisione ci consente di individuare i meccanismi alla base del prurito e di intervenire con terapie sempre più mirate ed efficaci”.
L’impatto sulla sfera psicologica
Il prurito cronico non è solo un sintomo fisico: incide infatti anche sulla sfera emotiva di chi ne soffre. “Può favorire ansia e depressione in quasi il 20% dei pazienti, compromettere il sonno nel 60% dei casi e generare un forte disagio psicosociale, fino a fenomeni di stigmatizzazione e isolamento, poiché richiama nell’immaginario collettivo un’idea di contagio”, chiarisce Roberto Maglie del Dipartimento di scienza della salute dell’Università di Firenze.
Le cause del prurito
Le cause del prurito sono numerose ed eterogenee. Il prurito rappresenta il sintomo principale della maggior parte delle malattie infiammatorie croniche della pelle, come psoriasi e dermatite atopica, ed è presente anche in malattie parassitarie come la scabbia.
Ma spesso è associato anche a patologie sistemiche: malattie ematologiche come linfomi e insufficienza epatica e renale. Non sempre, però, la causa è organica. Il prurito può riflettere un disagio psicologico (prurito psicogeno) oppure, nonostante indagini approfondite, rimanere senza una causa identificabile.
Un approccio clinico complesso
Proprio per la molteplicità delle cause “l’approccio clinico, diagnostico e terapeutico al paziente con prurito cronico può essere complesso imponendo al dermatologo, il principale specialista di riferimento, una solida conoscenza della medicina interna”, sottolinea Amerio.
“In futuro saremo in grado di profilare ogni paziente e scegliere fin da subito la terapia più adatta – concludono Amerio e Maglie – è questa la direzione della dermatologia moderna: rendere un sintomo frequentemente sottostimato una priorità clinica, da gestire con strumenti sempre più evoluti e su misura”.

