Gran parte del maxi relitto di oltre 18 tonnellate si è di fatto disintegrato al contatto con l'atmosfera, poco dopo le 4 del mattino ora italiana

E’ finito nell’Oceano Indiano, a ovest al largo delle Maldive, il lunghissimo viaggio del secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B. Gran parte del maxi relitto di oltre 18 tonnellate si è di fatto disintegrato al contatto con l’atmosfera, poco dopo le 4 del mattino ora italiana, anche se alcune parti sono cadute in mare a 72,47 gradi di longitudine est e 2,65 gradi di latitudine nord. Nessun danno a cose o persone quindi, con un sospiro di sollievo a livello globale. I siti di monitoraggio statunitensi ed europei avevano controllato passo passo la caduta incontrollata del veicolo , che per giorni aveva anche impensierito l’Italia. Secondo gli studi di Protezione civile e Asi, infatti, erano tre le traiettorie che potevano coinvolgere l’Italia che, in totale, interessavano porzioni di 9 regioni del centro-sud, ovvero Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Fino al 7 maggio si consigliava addirittura di evitare i luoghi aperti nella notte tra sabato e domenica, ma già ieri l’ultima orbita del razzo aveva escluso un passaggio sul suolo italiano.

Gli esperti spaziali avevano previsto che le possibilità che qualcuno venisse effettivamente colpito da un pezzo di ‘spazzatura spaziale’ erano molto ridotte, anche perché gran parte della superficie terrestre è coperta dall’oceano e enormi aree terrestri sono disabitate. “Era una roulette russa: ci confortava il fatto che il territorio di caduta a disposizione fosse così vasto che la possibilità che creasse problemi problemi era remotissima”, ha spiegato Gianluca Masi, astrofisico e responsabile del Virtual Telescope, uno dei primi italiani a fotografare nei cieli di Roma il famigerato relitto spaziale. “Solitamente il rientro di un vettore avviene in modalità controllato, ossia lo si manovra per essere sicuri che cada in aree disabitate. Per esempio, la stazione spaziale Russia MIR, pesante più di 100 tonnellate, fu fatta rientrare in modo controllato nel 2001. Secondo i calcoli dell’esperto Jonathan McDowell è dal lontano 1990 che un razzo più pesante di 11 tonnellate rientra in atmosfera in maniera incontrollata”, ha spiegato a LaPresse Fabio Pacucci, astrofisico al Center for Astrophysics di Harvard.

Il segmento principale del Lunga Marcia-5b è stato utilizzato il 29 aprile per lanciare il primo modulo della nuova stazione spaziale cinese. La Cina ha in programma altri 10 lanci per portare in orbita parti aggiuntive della propria base orbitale. La prima stazione spaziale cinese, Tiangong-1, si è schiantata nell’Oceano Pacifico nel 2016 dopo che Pechino aveva confermato di aver perso il controllo. Nel 2019, l’agenzia spaziale ha guidato la demolizione controllata della sua seconda stazione, Tiangong-2, nell’atmosfera. A marzo, i detriti di un razzo Falcon 9 lanciato dalla compagnia aeronautica statunitense SpaceX sono ricaduti sulla Terra negli Usa a Washington e sulla costa dell’Oregon.

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