Pina Picierno lascia il Pd: “La casa dei riformisti non c’è più”

Pina Picierno lascia il Pd: “La casa dei riformisti non c’è più”
Uno scatto di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. (Foto: Archivio LaPresse)

La vicepresidente del Parlamento europeo spiega i motivi della sua decisione in un’intervista. Si ipotizza l’approdo in Azione

La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno lascia il Partito democratico. In un’intervista a Il Foglio ha spiegato le sue ragioni.

“Non credo esista un momento preciso. I processi politici più profondi raramente coincidono con una data o con un congresso. Credo piuttosto che il Pd abbia progressivamente smesso di essere la casa dei riformisti quando ha smarrito la tensione verso il governo della complessità e ha iniziato a considerare la tutela della propria identità come un obiettivo politico in sé. Può sembrare una differenza sottile, ma in realtà è enorme”, ha affermato Picierno. “Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio. Soprattutto perché il Pd per me era davvero casa: al Nazareno, che era prima la sede nazionale della Margherita, sono cresciuta proprio in senso fisico. Ci ho messo piede la prima volta da ragazzina, dopo essere stata eletta segretaria nazionale del Giovani della Margherita”, aggiunge. 

Picierno ha osservato che “il fascismo putiniano non si limita ai confini della Federazione russa, ma si proietta dentro le nostre società, alimentando reti di consenso, ambiguità politiche e zone grigie che finiscono per indebolire la capacità delle democrazie europee di difendersi. Denunciare queste dinamiche non dovrebbe essere considerato un atto divisivo, ma un dovere politico e morale? E tuttavia, di fronte alle mie prese di posizione, il silenzio non solo è stato persistente, ma ha assunto i contorni di una scelta. Credo dovuta a una forma di cautela nei confronti di interlocutori considerati strategici – a partire da Giuseppe Conte e dal Movimento 5 stelle, le cui ambiguità sulla politica estera e sul rapporto con la Russia sono note e mai davvero risolte – ma che ha avuto il prezzo altissimo di sacrificare la credibilità del Partito democratico proprio sui temi che ne definiscono l’identità europea, atlantica e antifascista. Questo silenzio è diventato la cifra di una linea politica sempre più identitaria e regressiva, e che ha cancellato la natura di quello che fino a poco tempo fa era l’ultimo grande partito non personale della politica italiana”.

Gozi (Renew): “Picierno ha coraggio di dire verità che molti vedono”

“Pina Picierno ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole. Abbiamo il dovere costruire una grande forza europea di governo, che unisca riformisti, liberali, democratici ed ecologisti pragmatici, per rispondere in modo credibile alle sfide del nostro tempo. La guerra in Ucraina, la minaccia delle autocrazie e la competizione globale non aspettano che la sinistra italiana risolva i suoi conflitti identitari: impongono scelte chiare. Oggi la vera divisione non è tra destra e sinistra, ma tra chi vuole un’Europa davvero potenza, capace di decidere e di agire, e chi continua a inseguire populismi, ambiguità e vecchi riflessi ideologici. Perché l’alternativa è semplice: o l’Europa diventa protagonista del proprio destino, oppure saranno altri a decidere per noi”, ha dichiarato Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico europeo. 

Calenda: “Picierno non rinuncia a suoi valori. Spero potremo lavorare insieme”

Pina Picierno ha avuto il coraggio di lasciare il Pd per non rinunciare ai propri valori. In questo momento della storia, l’europeismo non può essere un tratto retorico così come la politica estera – Ucraina in primis – non può essere oggetto di negoziati con i populisti filorussi. Spero che potremo lavorare insieme per costruire un’alternativa europeista, liberale e riformatrice al bipopulismo”. Questo il commento del leader di Azione, Carlo Calenda, dopo la decisione presa dalla vicepresidente del Parlamento Ue, che potrebbe essere orientata a confluire proprio nel partito del politico romano.

Marcucci (Pld): “Con Picierno ci aspettano tante battaglie insieme”

Il Pd è irreversibilmente cambiato, ha un’altra storia rispetto all’atto di fondazione del partito. Gli attacchi, spesso violenti e ingenerosi dei militanti contro la vicepresidente del Parlamento Europeo, il contemporaneo silenzio dei vertici, della segretaria Elly Schlein, ci racconta che la natura di quel partito ha preso una direzione lontana dal riformismo e dalla liberaldemocrazia. Una certezza che ognuno di noi ha avuto abbandonando il Pd. Stimo da anni Pina Picierno, il suo coraggio, il suo rigore e condivido i suoi obiettivi per il futuro. Ci saranno tante battaglie da fare insieme, Pina”. Così il presidente del partito Liberaldemocratico Andrea Marcucci sulla decisione dell’eurodeputata di lasciare il Pd.

Marattin (Pld): “Pronti a lavorare con Picierno, fuori da centrosinistra”

Ci siamo passati in tanti. Tanta stima per Pina Picierno, persona coraggiosa e con le idee giuste (e il coraggio necessario). Se vorrà rimanere nell’alveo del centrosinistra, tanti auguri sinceri e buona fortuna. Se invece vorrà costruire al di fuori delle due coalizioni, la disponibilità mia e del Partito Liberaldemocratico a costruire insieme, senza egocentrismi e senza imporre leadership a priori”. Così, in un post sui social, il segretario del Partito Liberaldemocratico, Luigi Marattin.

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