Sindaca Baldassarre: “‘Bordighera Lawn Tennis Club’ nostra storia, con Piatti connubio vincente”

Sindaca Baldassarre: “‘Bordighera Lawn Tennis Club’ nostra storia, con Piatti connubio vincente”
La sindaca di Bordighera Marzia Baldassarre

Il circolo fu fondato nel 1878 ed è considerato il più antico d’Italia

Dal club più antico d’Italia a rampa di lancio del numero uno al mondo. Bordighera ha un rapporto con il tennis antico e identitario, una delle città italiane in cui il tennis ha messo radici per prime. Fin dal 1878, appena un anno dopo il primo Wimbledon, la comunità britannica, molto presente sulla Riviera, fondò infatti il Bordighera Lawn Tennis Club, considerato il più antico tennis club d’Italia: “Credo che il punto di forza di Bordighera sia l’incontro, davvero particolare, tra una grandissima tradizione e una straordinaria capacità di guardare al futuro”, dice la sindaca di Bordighera, Marzia Baldassarre, in un’intervista a LaPresse.

“Qui il tennis non è arrivato recentemente: il Bordighera Lawn Tennis Club nasce nel 1878 ed è il più antico d’Italia. Su questi campi sono passati grandi campioni e generazioni di giovani tennisti – sottolinea Baldassarre – È una storia che appartiene profondamente alla nostra città. Su questa tradizione si è innestato il lavoro del Piatti Tennis Center, che ha portato a Bordighera competenze, metodo e professionalità di livello internazionale”, rimarca la sindaca in riferimento al legame con Riccardo Piatti, che a Bordighera ha fondato il suo centro di allenamento inaugurato nel 2018 e da dove Jannik Sinner ha potuto costruire la sua brillante carriera prima di esplodere fino alla vetta del mondo.

“Il fatto che nell’ultima edizione di Wimbledon fossero presenti otto professionisti del Centro all’interno degli staff di grandi giocatori del circuito mondiale – prosegue Baldassarre – è un dato che parla da solo. Bordighera ha quindi qualcosa di difficilmente replicabile: storia, clima, impianti, qualità della vita e, soprattutto, un patrimonio di competenze sportive che negli anni ha acquisito una dimensione internazionale”. Lo storico Bordighera Lawn Tennis Club 1878, nella persona del presidente Maurizio Massaccesi, ha oggi l’appalto con il Comune e affitta a Piatti i campi per tutte le persone che dall’Italia e dal mondo vengono a Bordighera per allenarsi e migliorarsi.

“Questo connubio lo considero un esempio molto positivo di collaborazione fra realtà diverse che condividono lo stesso territorio e la stessa vocazione. Da una parte abbiamo il Bordighera Lawn Tennis Club, che custodisce quasi centocinquant’anni di storia sportiva; dall’altra il Piatti Tennis Center, una struttura contemporanea e internazionale dedicata all’alta formazione e alla preparazione di giovani talenti e professionisti. La cosa importante, dal punto di vista della città, è che queste realtà non siano mondi separati. Devono diventare sempre più parti di un unico sistema nel quale il Comune può svolgere un ruolo di raccordo e di valorizzazione. Bordighera ha una storia sportiva importante e credo che il nostro compito sia quello di custodirla, sostenerla e metterla sempre più in relazione con le opportunità del presente”.

Sindaca Baldassarre, secondo lei c’è la possibilità di essere migliori e attrarre molte più persone dall’Italia e dal mondo?

“Assolutamente sì, e credo che questa sia la sfida più interessante. Bordighera possiede già qualcosa che moltissime città cercano di costruire artificialmente: un’identità sportiva riconoscibile e internazionale. Il nostro obiettivo deve essere trasformare questa eccellenza in una vera opportunità per tutta la città. Significa lavorare sempre di più sul turismo sportivo, sugli eventi, sui tornei, sulla formazione, sull’accoglienza degli atleti e delle loro famiglie e sulla capacità di collegare il tennis con l’offerta alberghiera, commerciale, culturale e turistica di Bordighera. Dobbiamo quindi ragionare non soltanto in termini di campi da tennis, ma di vera e propria destinazione sportiva. Il valore per Bordighera nasce quando chi viene qui per allenarsi scopre anche la città, vi soggiorna, torna e la racconta”.

Sinner ha iniziato la sua ascesa al tennis mondiale proprio da Bordighera. La città e il suo storico circolo si sentono parte dei suoi straordinari successi?

“Credo che Bordighera possa certamente provare un grande orgoglio, mantenendo però il giusto rispetto per un percorso sportivo che appartiene innanzitutto a Jannik Sinner, alla sua famiglia e alle persone che lo hanno accompagnato negli anni. Sinner è arrivato giovanissimo a Bordighera e qui si è svolta una parte fondamentale della sua formazione sportiva. Per questo esiste un legame speciale, che credo sia bello custodire senza enfatizzarlo artificialmente. Bordighera è stata uno dei luoghi nei quali quel talento enorme ha potuto crescere, allenarsi e costruire una parte importante del proprio percorso. E questo, per una città come la nostra, è sicuramente motivo di grande soddisfazione e di orgoglio”.

Restando su Sinner, Jannik è arrivato qui da adolescente ed è stato sportivamente adottato da Piatti. C’è oggi un erede di Sinner che la città e il circolo di Bordighera stanno seguendo e crescendo con la stessa cura?

“Io eviterei di cercare ‘il nuovo Sinner’, perché ogni ragazzo deve avere il diritto di costruire la propria storia senza portare sulle spalle un paragone così importante. Quello che possiamo dire, però, è forse ancora più significativo: a Bordighera continua ad arrivare una nuova generazione di talenti italiani e internazionali. Ed è questa, secondo me, la vera eredità lasciata dal percorso di Sinner a Bordighera: non necessariamente trovare un altro ragazzo identico a lui, cosa probabilmente impossibile, ma creare un luogo nel quale tanti giovani possano avere strumenti, competenze e opportunità per provare a raggiungere il massimo del proprio talento. E se fra questi ragazzi nascerà un altro grande campione, Bordighera sarà felicissima di aver fatto ancora una volta la propria parte”.

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