Billie Jean King Cup 2026, l’Italia soffre ma batte la Cina 2-1: le azzurre volano in semifinale

Billie Jean King Cup 2026, l’Italia soffre ma batte la Cina 2-1: le azzurre volano in semifinale
Sara Errani e Jasmine Paolini, Shenzhen, Cina, 24 settembre 2026 (AP Photo/Andy Wong)

Decisiva la vittoria in doppio di Errani e Paolini

Quando l’Italia ha bisogno, Sara Errani e Jasmine Paolini non tradiscono mai. Le azzurre, in campo nel doppio decisivo contro la Cina, hanno portato alla squadra il punto decisivo per l’accesso alle semifinali della Billie Jean King Cup 2026. Le campionesse olimpiche hanno sconfitto col punteggio di 6-3 5-7 6-3 Guo Hanyu e Jiang Xinyu, con una prestazione ancora impeccabile e senza tremare di fronte al pubblico di Shenzhen, evidentemente a favore delle cinesi che aveva portato a casa il secondo set nonostante uno svantaggio di 2-4.

È anche una gioia importantissima per le due ragazze, che a causa dei problemi fisici di Paolini non giocavano l’una di fianco all’altra dal mese di giugno. Quel che più conta, però, è la vittoria di squadra. Un gruppo che ancora una volta trova le energie quando veste l’azzurro della nazionale. E ora c’è la possibilità di giocarsi un posto in finale contro l’Ucraina, proprio l’avversaria battuta un anno fa in semifinale.

Il racconto del match vinto da Errani e Paolini

Pur con l’inerzia a favore delle azzurre, le cinesi si fanno trovare pronte sin dalle prime battute del match decisivo. Nel terzo game, con Guo al servizio, i grandiosi riflessi di Errani danno la prima palla break all’Italia, che purtroppo svanisce su una volée fermatasi a rete da parte di Paolini. Nel game successivo, è Jiang a intervenire con successo a rete, portando poi la palla break alla Cina dopo uno scambio da fondo contro Paolini. Il break del 3-2 arriva su un errore di Errani, ma la reazione delle campionesse olimpiche è immediata, con un contro-break a zero che rimetta tutto in parità, sul 3-3.

Torna così sul binario previsto, il match: Paolini, delle quattro, è quella che tira più forte. Errani è la più esperta, e la loro intesa è un gran punto a favore in termini tattici. Un compendio di tutto questo è l’ottavo game, sul 4-3. Paolini apre con una risposta vincente, e successivamente una volée per parte – prima della toscana e poi di Errani – sigla l’ultimo break del set, fondamentale permettere ad Paolini di tenere la battuta e chiudere sul 6-3.

Un altro passo importante verso il successo arriva apparentemente col break in apertura di secondo set, ancora grazie ad un paio di giocate aggressive, e soprattutto vincenti, nei pressi della rete. L’1-0, però, non basta per piegare le padrone di casa, che dopo cinque giochi persi di fila riescono a giocare il loro miglior game della partita per strappare la battuta a zero a Paolini e tornare sull’1-1. Neanche l’altro tentativo di fuga, col break nel terzo game, va a buon fine per l’Italia, con Guo che nel quarto game trova due risposte vincenti per impattare sul 2-2.

Sia Errani che Paolini continuano a “stuzzicare” Jiang con dei pallonetti difficilissimi da leggere. La cinese, non trovando le giuste distanze dalla palla, commette diversi errori, e Paolini è lucidissima nel piazzare il passante che regala l’ennesimo break alle nostre campionesse. Paolini tiene il servizio (grazie alla volée vincente di Errani) e porta l’Italia sul 4-2, ma ancora una volta Guo e Jiang trovano la forza per restare in partita. Il 4-4, con l’ennesimo contro-break, giunge dopo due punti di fila delle asiatiche, con altrettanti dritti impossibili da contenere in fase difensiva.

Le padrone di casa tengono il servizio con agio, e così mettono tutta la pressione sulle spalle delle italiane. I colpi di Jiang e Guo sono più penetranti che mai, le “parate” a rete di Paolini ed Errani sono meno frequenti. Anche l’emiliana, nonostante la sua enorme esperienza, sente il momento quando va in battuta sotto 5-6. Per mischiare le carte tenta anche due seconde servite “da sotto”, ma ora le cinesi riescono ad aggredire correttamente le traiettorie. Sul set point, Guo indovina un gran rovescio con la palla che scappava verso l’esterno: Errani si difende, ma la palla finisce larga e il match va al set decisivo.

Un parziale che va in direzione dell’Italia, almeno in avvio. Nel suo game al servizio, infatti, Jiang non sfrutta una chance dell’1-0, dando nuova linfa alle italiane. I lob di Errani tornano utili nel momento chiave, e quando la cinese va nuovamente fuori tempo, si concretizza un break pesantissimo. Ancor più pesante, dal punto di vista morale, quando Paolini – per contro – concede tre palle dell’1-1, annullandole con coraggio e trovando poi una grandissima prima vincente sulla parità.

Ne trova un’altra, per annullare la prima occasione nel sesto game, ma la resistenza delle cinesi è ancora arcigna. Jiang fa malissimo col dritto, e Guo vince lo scambio sulla diagonale per tornare sul 3-3. È proprio Guo, però, ad accusare subito dopo un evidente passaggio a vuoto che sfocia nel 13esimo break complessivo della sfida. La svolta, una volta per tutte, è quella dell’ottavo game, quando Errani rimonta nel suo turno da 15-30 per il 5-3. È l’allungo che sostanzialmente decreta la vittoria dell’Italia, in una rimonta sulla Cina ancor più complessa del 2-0 di un anno fa, quando Cocciaretto e Paolini vinsero i due singolari con due maratone.

Come sono andati i singolari di Cocciaretto e Paolini 

Le azzurre guidate da Tathiana Garbin hanno sconfitto la Cina al terzo e ultimo match a disposizione in seguito alla sconfitta in singolare di Elisabetta Cocciaretto e alla vittoria di Jasmine Paolini. La 25enne di Ancona, apparsa in condizioni fisiche tutt’altro che ottimali, è stata superata per 6-0 6-2, in un’ora di partita, da Zhang Shuai. La 30enne di Castelnuovo di Garfagnana ha poi riportato la sfida in parità superando Zheng Qinwen (per la prima volta in carriera) con il punteggio di 6-3 7-6(4), in un’ora e 42 minuti.

Billie Jean King Cup 2026, l’Italia soffre ma batte la Cina 2-1: le azzurre volano in semifinale
Elisabetta Cocciaretto, Shenzhen, Cina, 24 settembre 2026 (AP Photo/Andy Wong)
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