Jasmine Paolini scende in campo oggi, 8 luglio 2026, contro l’ucraina Marta Kostyuk per i quarti di finale a Wimbledon 2026. L’azzurra, testa di serie numero 13, apre il programma sul Campo Centrale contro la numero 12 del seeding. Dopo di lei scenderà in campo un altro italiano, Flavio Cobolli, contro il britannico Arthur Fery (wild card, n°114 Atp), nel match valido anche qui per i quarti di finale del tabellone maschile.
Punti chiave
Marta Kostyuk chiude il match per 6-3 6-2 e supera Jasmine Paolini. In semifinale affronterà una tra Linda Noskova e Elise Mertens.
Sul campo centrale dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, a vedere il match tra Paolini e Kostyuk, c’è anche la regina Camilla.
Kostyuk sale 5-2. Paolini al servizio per rimanere in partita.
Jasmine tiene il servizio a 15 e accorcia: 4-2 per Kostyuk
Nuovo break di Kostyuk. La testa di serie n°12 del tabellone femminile strappa il servizio all’azzurra e sale 3-1 nel secondo set.
Il secondo set è iniziato senza break. Paolini e Kostyuk tengono i propri turni di servizio. Il punteggio è sul 2-1 per la tennista ucraina.
Altro break di Kostyuk che questa volta vale la conquista del primo set. La tennista ucraina conduce l’incontro per 6-3.
La tennista ucraina tiene il servizio e mantiene un break di distanza. Il punteggio è sul 5-3 per Kostyuk che adesso ha la possibilità di chiudere il set.
Alla tennista ucraina bastano due minuti per confermare il break e salire 4-2.
Arriva il primo break dell’incontro. Kostyuk strappa il servizio a Paolini dopo essere arrivate ai vantaggi.
Il match prosegue senza break. 2-2 tra Paolini e Kostyuk.
2-1 per Paolini nel primo set.
L’ucraina risponde tenendo il servizio: 1-1
Jasmine Paolini al servizio inizia conquistando il primo game della partita contro l’ucraina Kostyuk.
Jasmine Paolini e Marta Kostyuk si sono affrontate tre volte in passato con l’azzurra che conduce il bilancio per due vittoria a una. L’ultimo incontro risale al 2023 al Masters 1000 di Cincinnati, partita vinta dalla toscana con un netto 6-2 6-1.

