E’ Mirra Andreeva la prima finalista del Roland Garros femminile, seconda prova stagionale del Grande Slam in corso sulla terra rossa di Parigi. La 19enne russa, testa di serie numero 8 del tabellone, continua la sua straordinaria ascesa nel circuito mondiale conquistando l’accesso all’ultimo atto del torneo parigino grazie a una prestazione autoritaria e senza sbavature. In semifinale Andreeva ha infatti superato l’ucraina Marta Kostyuk, numero 15 del seeding, con il punteggio di 6-1, 6-3 dopo appena un’ora e 16 minuti di gioco.
Per la giovane russa si tratta anche di una rivincita importante dal punto di vista sportivo: soltanto un mese fa era stata proprio Kostyuk a batterla nella finale del Masters 1000 di Madrid. Stavolta però la sfida ha avuto un copione completamente diverso, con Andreeva capace di dominare fin dai primi scambi grazie a un tennis aggressivo, preciso e molto efficace soprattutto al servizio e in risposta. La russa ha preso rapidamente il controllo del match lasciando pochissimo spazio all’avversaria, incapace di trovare continuità contro il ritmo imposto dalla sua rivale.
Come previsto, al termine della partita non c’è stata la tradizionale stretta di mano tra le due atlete, in linea con quanto accade ormai da tempo nei confronti tra giocatrici ucraine e russe dopo l’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Kostyuk, visibilmente tesa, si è limitata a salutare il giudice di sedia prima di lasciare rapidamente il campo. L’ucraina si è poi voltata soltanto per ringraziare il pubblico del Philippe-Chatrier, mandando alcuni baci agli spettatori presenti sugli spalti, tra i quali non mancavano tifosi avvolti nelle bandiere ucraine.
L’atmosfera, già prima dell’inizio dell’incontro, appariva particolarmente delicata e carica di tensione. Le due tenniste, infatti, non hanno posato insieme per la consueta foto prepartita a bordo rete: Andreeva e Kostyuk sono state fotografate separatamente, ciascuna accanto a due bambini sul proprio lato del campo. Una scena insolita ma ormai simbolica delle tensioni legate al conflitto in corso.
Nel corso del torneo, la stessa Kostyuk e la connazionale Oleksandra Oliynykova avevano parlato apertamente dell’impatto devastante che la guerra continua ad avere sulla popolazione ucraina e sulla loro quotidianità, spiegando quanto sia difficile convivere con il peso emotivo del conflitto anche durante le competizioni internazionali.
Per Andreeva ora si spalancano le porte della finale, la più importante della sua giovane carriera. La russa sfiderà la vincente dell’altra semifinale che mette di fronte la connazionale Diana Shnaider e la sorprendente polacca Maja Chwalinska, vera rivelazione dell’edizione 2026 del Roland Garros.

